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16 aprile 2010
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Il diabete è la più comune tra le malattie metaboliche, ed è caratterizzata da un aumento del glucosio nel sangue.Nelle società industrializzate come la nostra, questa patologia è in forte aumento. Le abitudini alimentari non corrette e la sedentarietà, sono due delle cause di questa crescita. Viviamo in un Mondo di guerre, aids, cancro, fame nel mondo e quant’altro e certi argomenti, certe situazioni, giustamente o no, passano in secondo piano. Il diabete coinvolge il 5% della popolazione italiana e cioè circa tre milioni di persone, ma molti non lo conoscono come si deve, lo sottovalutano o quantomeno lo minimizzano. Non è stato semplice cominciare a vivere in un “Mondo” completamente estraneo per me (e penso per la maggior parte delle persone, se non tutte), ma con il tempo, le dovute attenzioni, piccole ma importanti, gli opportuni sostegni, sono riuscito a continuare a vivere, come è giusto che sia, una vita normalissima. Avere un giusto equilibrio è importante per una vita rigorosa. Ognuno di noi, nella quotidianità, pianifica, organizza, prepara, esegue una serie di atti e comportamenti che riteniamo adatti al raggiungimento per una vita equilibrata. Ogni giorno c’è sempre qualcosa da imparare da tutti e da tutto e solo dall’errore possiamo trarre la possibilità di migliorare, purchè l’errore non sia sempre lo stesso e che venga riconosciuto e corretto. Ma possiamo farlo da soli? L’Associazione Diabetici Pistoiesi, da sempre, dal momento della sua nascita (1987) ad oggi, ha cercato di essere un punto di riferimento per i diabetici e non solo. Nonostante i tre milioni di diabetici dichiarati e altrettanti che lo sono e non sanno di esserlo, è difficile rendere visibile e costante l’associazione, portando conseguentemente allo scarso interesse da parte di tutti, dalle istituzioni, ma anche dai diabetici stessi. Molti,PER NON DIRE DOTTORI E DIABETOLOGI,non si rendono conto che lo scopo dell’associazione è informare, tutelare e prevenire. Molto spesso si dovrebbero fare un bell’esame di coscienza e domandarsi perché hanno scelto di fare questo lavoro, che non necessita solo di competenze cosiddette tecniche, ma anche di passione e amore,che sono alla base di un buon rapporto con il paziente. Senza tralasciare che, anche le associazioni hanno i propri difetti, ma si distinguono dagli altri nel cercare continuamente di migliorarsi. Cosa poter fare al riguardo? Cercare di poter avere maggiore attenzione da parte delle istituzioni, magari in un ruolo istituzionale vero e proprio, perché l’associazione può avere un ruolo molto importante all’interno. Quale? Avere rapporti, collaborare ed essere interlocutori fra: 1.Diabetico e la propria famiglia 2.Medici di medicina generale e le associazioni che li rappresentano 3.Diabetologo e le case farmaceutiche 4.Infermieri e le associazioni che li rappresentano 5.Gli ospedali 6.I vari ministeri: salute, istruzione, trasporti e dello sport in tutti i suoi risvolti. Come persona diabetica, vorrei far capire e sottolineare, quello che è stata ed è tutt’ora l’A.D.P. per me. Ha saputo, non solo farmi capire e vivere serenamente questa malattia, ma soprattutto ASCOLTARMI. Oggi, come vicepresidente A.D.P., oltre alla prevenzione, che è alla base di tutto, cercherò, con tutti i componenti, di migliorare ulteriormente questa associazione, per essere ancora di più un punto di riferimento per diabetici e non. |
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