Sono giorni freddi. Vulcani in lontane parti del mondo che forse non vedremo neanche mai, decidono di scrollarsi dal loro sonno. La primavera stenta ad arrivare. Colpa di correnti provenienti dalla Russia, dicono. Domenica 9 maggio 2010, però, il tempo regge. Il cielo è azzurro, e basta copririsi meglio, per potersi godere una buona giornata. Il 9 maggio 1978, veniva ucciso Peppino Impastato, omicidio mafioso. A lui è stata dedicata la giornata a Serravalle Pistoiese. I fondi raccolti andranno al finanziamento di un campo di lavoro in cui ragazzi siciliani e pistoiesi lavoreranno insieme su terreni strappati alla mafia e varie attività in Toscana. Dal pomeriggio alla tarda serata, ci sono stati una caccia al tesoro per i bambini, un concerto e la presentazione dei prodotti della vitamina L, con una fugace presenza di Maurizio Pascucci (coordinatore regionale di LiberArci dalle spine)
Arrivato sul posto, la prima cosa a colpirmi sono le note di un violino. Mi avrebbero spiegato più tardi che sono un gruppo folk-rock, e che questo tipo di formazioni musicali lo prevedono. Erano i Paquito Pelota. Uno dei genitori, fra il pubblico si guarda intorno, dubbioso. Non sembra esserci molta gente.Appena scesa la salita che porta alla piazzetta, una cinquantina di metri, i bambini, guardati da genitori e volontari, scorrazzano felici nella loro caccia al tesoro. Giunto sul posto, ne avevo visto qualcuno intorno corricchiare seguito dalla mamma, e non so tutt'ora se si sentivano come me, sempre in ritardo nel cercare risposte, o se erano lì per un altro motivo. Una ventina di bambini, qualcuno sostiene una trentina. Inizia ad arrivare qualcuno, il pubblico aumenta. I Paquito continuano a suonare. Le cover: (100 passi, La ballata dell'amore cieco, Sammarcanda) si avvicendano ai loro pezzi: (Tabacco e Guaranà, Mi vida movida, L'anatra e l'arancia). Bei testi, ironici, con allusioni alla politica e al costume. Federico Sensi, Luca Moroni, Francesco Sodini, Leonardo Lupoli e Elena Gori suonano finalmente davanti un pubblico degno di questo nome. Arrivano ancora altre persone, la caccia al tesoro è finita, e i bambini, con genitori al seguito, saltellano felici alle note di chitarra, basso, batteria e violino. Ballano scatenati, in mezzo a piazza Santo Stefano. Noi adulti siamo troppo imbarazzati, e ci teniamo alla sicurezza del muro di fondo, ma l'atmosfera è bellissima.
Fin
ita la caccia al tesoro, terminato il concerto, vengono presentati i prodotti della vitamina L. Sono tanti, ma mai abbastanza, i ragazzi coinvolti (nell'ambito del progetto LiberArci dalle spine) nei campi di lavoro e studio in terre confiscate alla mafia. Vero e proprio lavoro sui campi, alternato a formazione e studio finalizzati alla formazione civile. Http://www.lavoroenonsolo.org
Maurizio Pascucci, coordinatore regionale di LiberArci dalle spine, ringrazia Maria Cangioli, Marco Cortesi e tutti i volontari che hanno organizzato la giornata, per poi parlare della coperativa Lavoro e non solo augurandosi che “anche quest'anno da questo territorio possano venire molti ragazzi a fare questa esperienza, chi l'ha fatta ne è sempre rimasto contento” per accennare successivamente alla creazione di un laboratorio sul territorio, in cui ragazzi siciliani e calabresi possano incontrare ragazzi del luogo. “Non sempre tanti ragazzi si rendono conto di cosa siano i circoli e le case del popolo. Per noi sono cose da rilanciare, ma dove non ci sono esiste un vuoto, che è importante riempire”
Piccole grandi cose. Una buona giornata.
