In questo giorno del 1950 l’allora ministro francese degli Esteri Robert Schuman, pronunciò l’omonima dichiarazione. In questo documento egli spiegò l’idea di un’Europa pacifica e solidale, dove la produzione franco-tedesca del carbone e dell’acciaio fosse unita. Nacque così la C.E.C.A. formata da sei nazioni, fra cui l’Italia e, attraverso mediazioni e trattati si è arrivati all’Unione Europea, che oggi conta 27 stati.
Eventi importanti come la creazione del mercato comune, la Costituzione e l’entrata in vigore dell’euro hanno reso l’U.E. l’economia più grande al mondo. Sono mancate però linee politiche comunitarie, per un vero processo di integrazione. La mancanza di regole per l’ambiente, per l’economia e l’attuale caso Grecia ne sono la prova.
Occorre quindi un sistema politico serio e comune per affrontare le sfide del futuro. Ma soprattutto c’è bisogno di un’Europa che faccia sentire la propria voce, talvolta scomoda. Solo così si potranno arginare il populismo e l’euro-scetticismo per far prevalere la solidarietà.