CreAttivita' // Cinema e Teatro
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di Leonardo Monfardini
26 maggio 2010

CANNES – Ormai tutti quanti abbiamo già visto il coraggioso intervento di Elio Germano a Cannes. Per quei pochi che ancora non lo sanno l’attore è stato premiato al Festival come miglior attore (ad ex-aequo con Javier Bardem) per il film La nostra vita di Daniele Luchetti, al ritiro del premio sul palco ha dichiarato: «Dedico questo premio agli italiani che fanno di tutto nonostante la loro classe dirigente».

Le parole di Elio Germano, guarda caso, non sono piaciute al ministro Bondi che, dopo aver già snobbato il prestigioso festival, ha detto: «Mi è dispiaciuto che la sera del premio abbia colto l’occasione per polemizzare con il suo paese. E’ legittimo – continua il ministro – ma credo che sia stato inopportuno». Parole, invece, di lode dal PD che fa sapere: «Inopportune sono queste continue ingerenze del ministro Bondi che vorrebbe una cultura piegata al servizio dell’esecutivo. Per fortuna non è così e nel nostro paese ci sono ancora tante voci libere come, appunto, quella di Elio Germano. Bondi deve farsene una ragione e comportarsi di conseguenza, perché la cultura è libera, autonomia di pensiero e affrancamento da ogni potere […]». Più dura, invece, la posizione dell’IdV: «Bondi è un male per la cultura italiana. Ora il ministro dei 'mali culturali' se la prende anche con Elio Germano: un'altra figuraccia. Le parole dell'attore premiato al prestigioso Festival rispecchiano la situazione italiana e la reazione di Bondi lo conferma».

A dar man forte a Bondi anche da due quotidiani “di governo”, Il Giornale che dichiara (con la solita “finezza” che li contraddistingue): «Che qualunquismo, meglio una dedica alla mamma - scrive il primo - Un altro comunista con la pancia piena. Che bello quando il il 'morettismo' non aveva ancora pervaso tutto il cinema dello stivale», mentre Libero fa sapere (parlando più con frasi fatte che con contenuti veri e propri): «Una carriera con i contributi del governo", Germano "spara sui politici che l'hanno sempre finanziato" ed "è un furbetto del cinemino"».

Elio Germano, infine, il vero diretto interessato, dopo le parole dette sul palco del Festival e all’obbligatoria intervista post-premio, ha deciso di tenersi giustamente lontano da certe inutili polemiche lasciando così che tutto diventi una sola polemica interna di palazzo.

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