|
18 giugno 2010
|
||||||||||||||||||||||||||||
|
Dopo il voto al Senato del 10 giugno, il d.d.l. intercettazioni, sarà discusso alla Camera, precisamente a settembre. Le richieste dei finiani sono state, sicuramente di traverso, accettate.
Sono ormai note le forti limitazioni che questo testo impone. Cancella il diritto di cronaca, vieta la pubblicazione di atti fino all'udienza preliminare e per i "trasgeressori" ci saranno pesanti sanzioni. Tutto ciò impedirà al cittadino di essere informato. Se questo disegno fosse stata legge, non sarebebro venuti alla luce notizie con volti famosi coinvolti: del caso Scajola, Grandi Eventi e delle pressioni per far chiudere Annozero, non avremmo saputo nulla o quasi. Il provvedimento del centro-destra, ha scatenato forti critiche dalla Casa Bianca e dall'O.c.s.e., l'Organizzazione della Cooperazione e Sicurezza Europea. Inoltre il Governo ha incassato cali nei sondaggi. Gli ultimi di Mannheimer parlano di poco meno del 40% per l'Esevutivo e meno del 50% per Berlusconi. Forse la disinformazione, avrà pensato il premier, servirà a riacciuffare i consensi perduti. Sicuramente il bavaglio alla stampa, non è un segno di libertà. Non bisogna sperare solo nelle resistenze di Fini ma, chiunque sia scandalizzato da questa norma, si faccia sentire. Intanto il 9 luglio ci sarà lo sciopero dei giornalisti, proclamato dalla Federazione Italiana della Stampa. Insieme per il diritto all'informazione. |
||||||||||||||||||||||||||||
| ||||||||||||||||||||||||||||