Perche' la Mafia e' anche "cosa nostra"
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di Marco Bellomo
26 giugno 2010

Si è tenuto, giovedì 24 giugno, nell’ambito del IV° Campo di lavoro di "Liberarci dalle Spine"(20 giugno 4 luglio, Serravalle Pistoiese) un libero dibattito volto alla chiarificazione di temi inerenti la legalità. Vi hanno partecipato  Mauro Lubatti( prefetto Serravalle), Valeria Del Pito (ispettore del lavoro), Maria Cangioli(vice presidente Arci Pistoia), Federico Tasseli(presidente Arci Pistoia),    giovani volontari  provenienti da Corleone  e volontari toscani..

I ragazzi di Corleone hanno parlato dell’esperienza di siciliani e di  volontari  Arci, frequentanti il circolo Dialogos. Scendendo anche sullo specifico ed illustrando le varie opportunità e difficoltà della cooperativa lavoro e non solo, recentemente fatta oggetto di intimidazione http://www.lavoroenonsolo.org/notiziefurto.html)

Obbiettivo dei volontari corleonesi, secondo le loro esternazioni, non quello di “entrare” nella propria città, ma quello di  far entrare Corleone nella propria associazione. “C’è una certa curiosità da parte dei giovani, a volte facciamo delle feste nel nostro circolo e passando di lì, l’occhio lo buttano, anche se poi non fanno quel passo in più. L’ esperienza che stiamo facendo qua, ci aiuta a prendere delle idee: incontrando i diversi circoli che hanno già una ricca esperienza, vogliamo riportarne la conoscenza in Sicilia” Spiegata in questa maniera anche l’esigenza di una esperienza toscana, il cui valore consisterà in uno scambio di competenze tra popolazione civile “Noi siamo venuti qua a imparare e scoprire le qualità della Toscana, e possiamo offrire il nostro occhio allenato nel vedere gli atteggiamenti, le atmosfere non sempre facili da percepire,  per i quali noi abbiamo un occhio allenato.”

Il dottor Mauro Lubattti ha elogiato l’iniziativa in quanto “in primo luogo una attività  lavorativa degnissima di per sé e poi perché dimostra che i beni materiali precedentemente indirizzati a valenza criminosa, possono essere utilizzati a fin di bene, di promozione sociale.” Il prefetto ha poi enucleato un proprio concetto, volto a superare una possibile dicotomia tra legge e sentire comune, partendo dal mito di Antigone. “Possiamo vedere una chiave di lettura del superamento di questa possibile conflittualità (riflessione filosofica su Antigone (Sofocle), ndr) nella introduzione novecentesca del voto generalizzato, del suffragio universale. Il popolo tutto intero elegge il parlamento, che legifera e si dà una costituzione, che come la nostra ha in alcuni  suoi articoli la trasposizione di quello che è un sentire comune e diffuso, arcaico e universale: la difesa della vita, dell’integrità fisica e dell’ eguaglianza sociale”

Valeria del Pito ha quindi aggiornato i ragazzi siciliani sulle difficoltà caratteristiche del territorio toscano in materia di lavoro, dando informazioni tecniche e teoriche, valide a costituire un vero e proprio prontuario, spaziando tra i mille argomenti,  dal  lavoro nero al lavoro grigio, analizzando per esempio il non corretto uso di strumenti come il  contratto a progetto e il tirocinio formativo, snaturati nel loro utilizzo effettivo.

 

Sollecitato sull’argomento dell’usura, sul suo possibile incremento a seguito della crisi economica,   il prefetto ha dichiarato una propria fiducia verso un futuro miglioramento dell’ economia, e la capacità dell’intervento statale nell’arginarla, pur assodato il fatto che “ Nel momento in cui il fatto(episodio usura, ndr) viene al pettine, la mannaia repressiva scatta senza remissioni. Anche in questo è fondamentale l’aiuto del cittadino; non si può pensare di contrastare il fenomeno  solo con strumenti repressivi,  o solo grazie all’ispezione della guardia di finanza o dei carabinieri.  Pensarlo è una pia illusione.

Fondamentalmente esistono denunce e delazioni. La collaborazione con la giustizia è indispensabile. E’ indispensabile che   chi ha visto qualcosa di illecito e illegale, non si limiti a pensare che siano fatti altrui.

Facciamo nostro, a tutti i livelli, quell’obbligo di soccorso, che non è un obbligo morale, ma giuridico. Ogni cittadino conscio, partecipe e avvertito deve farlo.”

E poi quindi intervenuto Federico Tasselli, ricordando quanto il lavoro sociale dei  volontari di Corleone sia un esempio luminoso e positivo “vere sentinelle della legalità” 

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