Politica Italiana
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di Matteo Melani
06 luglio 2010


Dopo le richieste del Colle, dell'opposizione e dei finiani, Aldo Brancher ha rassegnato le sue dimissioni. La notizia si è appresa nella mattinata di ieri, durante l'udienza del processo Antonveneta in cui è imputato per ricettazione e appropriazione indebita.
Diciassette giorni da Ministro per il decentramento e la Sussidarietà, un dicastero di cui nemmeno Brancher conosceva le deleghe. La cui nomina era palesemente ovvia. L'ex manager della Fininvestt ha motivato la decisione spiegando di voler evitare strumentalizzazioni.
Pochi giorni fa è successo un altro fatto grave per il P.d.L. Marcello Dell'Utri è stato condannato a 7 anni in Appello (9 in Primo grado) per concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte di Assise di Palermo ha emesso questa sentenza, per i fatti accaduti dagli anni 1970 al 1992.
Il braccio destro di Berlusconi ha deifinito la sentenza "pilatesca", aggiungendo che "Mangano è il mio eroe".
Questi due episodi, dicono le opposizioni, seminano sfiducia nei cittadini per la politica.
Con la manifestazione anti-bavaglio della scorsa settimana, è arrivata una voce univoca per la libertà d'informazione. In Piazza Navona erano presenti F.N.S.I., C.G.I.L., partiti di sinitra e centrosinitra e singole personalità. Al termine della dimostrazione sono state raccolte molte firme contro la norma che la Camera voterà a luglio.
Se la "questione morale" è per qualcuno, un pensiero anacronistico, si spera che non ci venga tolto il diritto di informare ed essere informati.
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