No discriminations
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di Daiana Leporatti
14 settembre 2007
Il comitato provinciale Arcigay “La Giraffa” denuncia un nuovo grave episodio omofobo avvenuto a Pistoia negli ultimi giorni: due macchine con in tutto 7 ragazzi a bordo hanno organizzato delle ronde di tipo squadrista in un noto luogo di incontro dei gay a Pistoia, minacciando ed intimidendo un piccolo gruppo di ragazzi e ragazze omosessuali.
“Capita abbastanza spesso che vengono dei ragazzini a provocarci, ma si tratta di ragazzate” dice Guido del Fante Vice presidente dell’Arcigay, “In questo caso però la storia era molto diversa: in una macchina circolavano quattro giovani dal muso duro lanciando delle vere e proprie sfide e bloccando addirittura le altre auto. In una seconda macchina, rimasta appartata, erano appostati tre ragazzi per coprire le spalle ai provocatori.”
“Fortunatamente questo episodio non ha avuto conseguenze anche perché nel momento in cui gli omofobi erano scesi dall’auto per affrontare i nostri tre soci, è arrivato un gruppo di nostri iscritti e di amici del circolo Ho Chi Minh avvertiti col cellulare. Vedendosi di fronte non a pochi inermi, ma ad un gruppo nutrito di persone gli squadristi sono fuggiti a gambe levate” aggiunge Daiana Leporatti, Presidente del Comitato Provinciale.
Alle due volanti dei carabinieri, arrivati pochi attimi dopo, sono stati forniti i numeri di targa delle macchine, senza poter però rilevare i dati anagrafici di che era a bordo.
Matteo Marliani, attivista pistoiese del movimento gay, rilancia: “Invito le amiche lesbiche e gli amici gay ad armarsi non più di buone parole e di buone intenzioni, ma di oggetti da autodifesa, come lo spray antiaggressioni o altro”, mentre il Presidente Regionale di Arcigay, Bert d’Arragon, invita le istituzioni ad intervenire: “Il preoccupante moltiplicarsi di episodi di omofobia e di rigurgiti neofascisti in tutta la Toscana non devono essere assolutamente sottovalute. Basta pensare che a Pistoia si sono visti gruppi neofascisti provenienti da Siena e da Lucca e ora anche da Prato, dove la questione dell’Interporto, anche a causa dell’assordante silenzio del Comune e della Prefettura, sta dando un terreno fin troppo fertile per episodi del genere. Infatti, le due macchine intervenute a Pistoia sono intestate a persone di Montemurlo, probabilmente genitori dei giovani, forse ignari della deriva squadrista in cui sono piombati i loro figli. Chiederemo un incontro urgente con le autorità pistoiesi e pratesi per non prolungare ancora la pericolosa sottovalutazione di questi episodi.”
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