Dopo la Chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria di Giovanni Michelucci il nostro appuntamento mensile con l’architettura contemporanea pistoiese affronta un altro grande architetto del secolo scorso: Adolfo Natalini.

Anche lui nato a Pistoia come il Michelucci ma laureatosi a Firenze, Natalini è diventato famoso in tutto il mondo in seguito all’esperienza del Superstudio.

Si trattava di uno studio di architettura composto da giovani architetti neolaureati che è stato protagonista dell’architettura radicale durante gli anni ’60. Questo movimento d’avanguardia proponeva progetti in cui l’architettura si mescolava alle arti grafiche con risultati utopici e visionari, spesso facendo ricorso alla tecnica del fotomontaggio.

Nel Centro Annonario di Pistoia, opera degli anni ’80, possiamo riconoscere un Natalini più maturo, attento al dettaglio e al contesto in cui opera e dove le iniziali esperienze radicali sono state già messe da parte in favore di un’architettura orientata a soddisfare le esigenze dell’utenza e della committenza.

La periferia diventa città

Il Centro Annonario aveva lo scopo principale di prendere il posto di due strutture divenute ormai insufficienti: i macelli e il mercato ortofrutticolo. Questi edifici erano situati entrambi a ridosso delle mura di Pistoia, in zone che ormai erano considerate centrali e di pregio per funzioni di questo tipo.

Per il nuovo progetto venne così scelta una zona periferica di Pistoia: il Centro Annonario sarebbe sorto in via Ciliegiole, di fronte allo stabilimento Breda.

Proprio questa collocazione in una zona secondaria però fu uno dei temi ispiratori del progetto. Natalini infatti si rese conto di come il paesaggio di quest’aerea fosse una delle nuove porte di Pistoia, cioè una delle prime visuali che si aprono agli occhi di chi si reca in città – sopratutto in virtù della recente viabilità autostradale.

Questo scenario però appariva già fortemente compromesso: lo stabilimento Breda, la trasformazione delle colture in vivai, il campo di volo e anche la stessa viabilità autostradale avevano in parte nascosto la vista della città  delle torri e dei campanili. Gli elementi tradizionali e identitari di Pistoia così come le colline poste sull’ultimo piano erano visibili solo in frammenti.

L’obiettivo di Natalini dunque fu quello di progettare un edificio che non chiudesse ulteriormente la vista con un prospetto unico e uniforme e che non introducesse ulteriori elementi formali e materici estranei al contesto identitario.

Ecco dunque che il Centro Annonario è composto da una serie di fabbricati distinti ma collegati fra loro da un sottile elemento forato da portici e passaggi posto in secondo piano. Il prospetto verso l’autostrada invece è frastagliato e discontinuo per evitare di creare un edificio-muro che chiuda completamente la vista, mentre i profili dei fabbricati sono bassi e ondulati, rispettosi dello skyline pistoiese.

Centro Annonario di Pistoia

L’attenzione per i materiali e per le funzioni del Centro Annonario

Un’altra delle cifre caratteristiche del Centro Annonario sono la scelta dei materiali e la distribuzione delle funzioni, peculiarità distinte ma collegate. Ogni elemento infatti dello schema a pettine è caratterizzato da una funzione e da un certo uso dei materiali.

Ed è così che il fabbricato che ospita il mercato ortofrutticolo, il più grande dei quattro di cui si compone il Centro Annonario, è sostenuto da grandi archi in legno a vista, dal sicuro effetto spettacolare e dalle suggestioni di una grande cattedrale gotica. I padiglioni adibiti a celle frigorifere hanno una snella struttura in metallo, mentre per il resto del complesso si è ricorso al cemento armato.

Il risultato finale è un edificio dall’articolazione e dalle suggestioni varie, che non si esaurisce nella vista di una foto o di una pianta ma che va esplorato per essere capito e scoperto fino in fondo. L’impressione complessiva del Centro Annonario è quella di un ambiente urbano, una piccolissima città attraverso la quale ci si muove fra piazze, percorsi porticati, ingressi diversificati e passaggi in quota.

La dimostrazione che, anche in un progetto dal budget limitato e dalla funzione prettamente utilitaristica e non simbolica, le soluzioni non sono affatto scontate.

Centro Annonario di Pistoia

[Si ringrazia per le foto l’archivio dello Studio Natalini Architetti, che ce ne ha gentilmente concesso l’utilizzo]