Sono passati pochi giorni da quando il centro giovani di Pistoia Bow7 ha spento 15 candeline e, per l’occasione, una grande festa è stata organizzata nella storica sede di via Nazario Sauro.

Per il centro fondato da Don Alessandro Carmignani tuttavia non si può certo dire che il 2014 sia stato un anno facile

In seguito all’addio a Pistoia dell’ex-vescovo Mansueto Bianchi – chiamato a Roma dal Papa per ricoprire l’incarico di Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica – il centro ha dovuto fare i conti con la decisione dell’amministratore diocesano, Monsignor Paolo Palazzi, di tagliare i finanziamenti necessari al centro per proseguire le sue attività (e, in particolare, i fondi utili a pagare l’affitto alle suore proprietarie dell’immobile).

Chiusura evitata per un soffio: il nuovo vescovo Fausto Tardelli, nominato ad ottobre, ha infatti deciso di sospendere la decisione.

“L’arrivo del nuovo vescovo è un’ottima notizia” – ci racconta don Alessandro – “in quanto ha deciso di prendersi il tempo necessario per comprendere meglio la situazione”. Secondo il suo fondatore infatti la chiusura del centro giovani di Pistoia è del tutto ingiustificata e in contrasto con lo spirito di fratellanza e carità cristiana della chiesa cattolica.

Il rischio di chiusura però non è ancora del tutto scongiurato: nulla è sicuro finché il vescovo non esprimerà un giudizio definitivo. “Io nutro un sentimento di speranza cristiana. Quella che osa ancora sperare quando tutte le altre ci hanno lasciato” risponde don Alessandro quando gli chiediamo se è ottimista sulla decisione che prenderà il nuovo vescovo.

Ma perché la curia prima dell’arrivo del nuovo vescovo ha tentato di far chiudere il centro giovani di Pistoia?

Don Alessandro ha più volte ricordato che il centro giovani di Pistoia ha sempre svolto attività coerenti con i valori cristiani e che nel contesto locale è una realtà importante e apprezzata. Pare immediato quindi chiedersi quali siano le ragioni di una sua eventuale chiusura.

“Bisognerebbe chiederlo a chi voleva prendere questa decisione” ci risponde don Alessandro “alla quale ci siamo opposti in quanto la riteniamo ingiusta, perché presa da chi non aveva il potere di farlo. Anche il vescovo stesso ha confermato implicitamente che non avrebbe dovuto essere così”. E rincara la dose: “ci siamo opposti a una chiusura insensata,  che mandava in mezzo a una strada tante persone, tanti ragazzi poveri senza dare molte alternative.”

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Più difficile, invece, capire per quale ragione fosse stato deciso di chiudere il centro, proprio nei mesi intercorsi fra la chiamata a Roma di Bianchi e la nomina di Tardelli. “Quando si dice qualcosa bisogna avere le prove, i sospetti lasciano solo il tempo che trovano” conclude brevemente Carmignani.

Aspettando le decisioni del vescovo il centro giovani di Pistoia prosegue le sue attività

Riguardo al futuro prossimo don Alessandro Carmignani ci racconta che il centro ha in programma di proseguire nel proprio operato come ha sempre fatto.

Continuerà ad ospitare attività come gruppi musicali, corsi di lingua e la tradizionale cena per i senza fissa dimora del mercoledì sera. Proseguono anche le collaborazioni con gruppi esterni e associazioni, come ad esempio Legambiente con cui a breve verrà presentato uno spettacolo teatrale sulla tragedia dei desaparecidos argentini.

“Perché – ci ricorda don Alessandro – il centro giovani di Pistoia è sempre stato uno spazio della chiesa aperto a chiunque; ed è questo uno dei motivi che lo rende un luogo così importante per Pistoia”.

E non resta che augurarsi che anche il nuovo vescovo condividerà questa valutazione.

 

 

[Credits foto: La Nazione]