Proseguono al Circolo ARCI di Bonelle i giovedì gastronomici di gran gusto e piccole storie.

Dalla bruschetta con l’olio “novo”, ai maccheroni sull’anatra “muta”; dalla polenta sui funghi, al cinghiale in umido; dalla “minestra” sui ceci, alla zuppa di pane con le verdure, passando per i crostini neri e la farinata di cavolo nero, e infine il “carcerato” (leggi qui il nostro racconto su questo piatto tipico della tradizione pistoiese).
Anche il cibo è cultura, e al circolo Arci di Bonelle lo sanno bene. Per questo, all’avvicinarsi dell’anno in cui Pistoia vestirà il ruolo di “Capitale italiana della cultura”, i volontari lanciano i “Giovedì gastronomici di grande gusto e di piccole storie”.
Serate in cui a essere celebrate saranno le tradizioni culinarie e i piatti tipici pistoiesi e toscani, il buon cibo e la loro storia.

A organizzarle, la Compagnia Bonellina del Paiolo, che si ispira all’omonima Compagnia fiorentina del Paiolo, fondata a Firenze nei primi anni del 1500 con lo scopo, e a narrarlo è il Vasari, “di imbandire cene con piatti cosi eccezionali da far stupire i commensali”.
È così che la Compagnia – in collaborazione con “Cia Pistoia, la Spesa in campagna” – ha lanciato “Coltura, Cottura, Cultura”, il ciclo di appuntamenti per buon gustai e appassionati di cucina, ma anche per i cultori delle tradizioni in tavola, per gli amanti della filiera agricola corta, dei prodotti a chilometro zero e per i sostenitori del riuso alimentare.
In cucina troverete i Crucci – cuoche e cuochi amatoriali del posto – che, divisi in 4 squadre, si sfideranno a turno a colpi di mestoli, pentole, sughi e prodotti contadini forniti da coltivatori del territori.

C come coltura, perché a Bonelle va in scena la stagionalità e la filiera corta, con piatti cucinati nel rispetto delle ricette tradizionali e con prodotti rigorosamente locali, biologici e Igt.
C come cottura perché i piatti preparati sono parte fondante della gastronomia locale.
C come cultura per promuovere la riduzione dello spreco alimentare e invitare i commensali a portarsi a casa il cibo non consumato.
E per raccontare la storia delle tradizioni gastronomiche locali, attraverso le serate “De rebus Pistoriensibus” dove, oltre a gustare ottimi piatti, produttori, cultori della gastronomia, storici ed esperti Slow Food “racconteranno” il piatto speciale della serata (piatto del Micco).

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