Quattro associazioni, venti giovani disabili, cinque giornate sulla neve

Sono questi alcuni dei numeri del progetto Compagni di Cordata: un modo per far vivere le gioie della neve e degli sport invernali – che qui a Pistoia sono ben conosciute – anche ai disabili, siano essi fisici, mentali o non vedenti.

In realtà, gli sport invernali e le disabilità sono due mondi meno lontani di quello che si possa credere comunemente. É possibile infatti anche per i disabili praticare questi sport, tramite opportune attrezzature o tecniche.

Si va dallo sci per non vedenti, i quali possono scendere per una pista seguendo le indicazioni di una guida con cui comunicano tramite un trasmettitore, fino a quello per persone a cui hanno amputato le gambe, che fanno uso di una sorta di bob provvisti di un timone.

Il progetto Compagni di Cordata nasce in seguito alla partecipazione a un bando del Ministero del Lavoro, il quale definisce con precisione mezzi concessi e caratteristiche che deve possedere il progetto.

Le attività si svolgeranno in venti città italiane, e in Toscana sarà propria Pistoia la protagonista tramite il vicino centro sciistico dell’Abetone.

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Ma cosa prevede esattamente il progetto?

Compagni di cordata si svolgerà in cinque giornate e coinvolgerà almeno 15 ragazzi disabili, dai 18 ai 30 anni. Ci saranno due incontri da due giornate ciascuno, in modo tale che l’esperienza della montagna sia completa e si svolga durante tutto l’arco delle 24 ore, comprese la sera e la notte da passare assieme.

Durante il giorno invece saranno praticati i più tipici sport invernali: lo snowboard, le ciascole, lo sci di fondo e la discesa.

Seguirà infine un ultimo incontro di un giorno solo, il cui obiettivo sarà favorire l’integrazione e dare un seguito al progetto: saranno coinvolti infatti gli Sci Club delle zona, con lo scopo di divertirsi assieme sulla neve e mostrare che disabilità e neve non sono poi così lontani. In questo modo ci si augura di favorire la collaborazione per prossime, coinvolgenti iniziative.

E, in fondo, mostrare che la diversità non è un limite ma un’opportunità è proprio lo scopo e il messaggio di qualunque sport.