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La “pecora nera” della Toscana: è questa l’immagine di Pistoia rispetto all’edilizia scolastica che emerge dall’annuale indagine “Ecosistema Scuola”, pubblicata lo scorso novembre da Legambiente. Se Firenze e Prato brillano per l’attenzione e la cura delle strutture, infatti, la nostra città si distingue per situazioni disastrose.

Abbiamo parlato con alcuni studenti pistoiesi e il quadro generale che emerge dalle loro dichiarazioni risulta preoccupante.
All’Istituto Pacini infiltrazioni, cavi elettrici scoperti, riscaldamenti spenti per ore sono all’ordine del giorno. “Una mia amica ha addirittura trovato un topo” ci spiega una studentessa mostrandoci la foto che ritrae il roditore incriminato.
“Quello che non capiamo – spiegano gli studenti – è perché gli unici interventi strutturali che siano stati fatti da cinque anni a questa parte riguardino solo la facciate esterna dell’istituto”. Praticamente nessun lavoro interno, quindi.

Al Liceo Forteguerri la situazione è perfino peggiore. Il tetto della sede centrale, ristrutturato poco più di tre anni fa, ad oggi versa nuovamente in condizioni preoccupanti e richiederebbe un altro intervento. Al problema della muffa che ricopriva i muri di alcune classi si è pensato di rispondere con un inefficace antimuffa e una mano di imbiancatura: inutile dire che tutto ciò ha solo nascosto – certo non risolto – il problema.
“Le problematiche irrisolte sono ormai abituali nel nostro liceo – ha dichiarato uno dei rappresentanti d’istituto – ci domandiamo quindi quale sia la qualità dei lavori svolti: se si effettua un intervento e poco dopo si ripresenta lo stesso problema, è chiaro che c’è qualcosa che non va”.
Addirittura lo scorso ottobre in un bagno della succursale di Piazza San Francesco è crollata una consistente porzione di intonaco. Il lato più amaro della vicenda? Non solo il crollo in sé, quanto la reazione di un tecnico della provincia agli studenti che volevano confrontarsi con lui: “Se non volete che vi crolli la scuola in testa, andate a zappare nei campi!”, raccontano increduli. Oltre il danno, la beffa.

La situazione, dunque, appare critica ed è aggravata dall’impossibilità di garantire una totale sicurezza all’interno degli edifici scolastici. È necessario trovare qualcuno disposto ad assumersi le giuste responsabilità: per troppo tempo hanno continuato a rimbalzare da una parte all’altra, da un’istituzione all’altra.

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[Credits foto: Linkiesta; Ursula Fulgieri photos]