Il Fintocolto è un tipo che si affeziona facilmente alle proprie abitudini.

Prendete l’informazione, per esempio.
Nonostante si bei durante le discussioni con i non-nemici della propria totale dedizione alla carta e al suo profumo, il Fintocolto non acquista un quotidiano da almeno un paio di estati. Se lo ricorda perfettamente, perché in quel caso gli era servito per pulire i vetri della macchina: un buon trucco sempre funzionante.
Si informa grazie a internet, il Fintocolto. La nuova frontiera della conoscenza, il nuovo non-luogo in cui tutto è possibile trovare, se solo qualcuno avesse voglia di cercarlo.
Il nuovo non-luogo in cui tutto è possibile approfondire, dall’origine del Sushi fino a Napoleone, se non fosse che la pagina Wikipedia relativa al primo è stata scritta da un portoricano commerciante di scarpe, quella relativa al secondo dal proprio vicino di casa: un avvinazzato giocatore d’azzardo.
E’ forse inconsciamente per questo che il Fintocolto non dedica poi troppa attenzione a questo scavare nel sapere. Nonostante abbia dunque letto soltanto le prime tre righe riguardo al Sushi e semplicemente contemplato le immagini di Napoleone, egli si sente prontissimo ad affrontare qualsivoglia discussione in proposito.
Ne approfitterà al Wok, dove descriverà con dovizia di particolari la purezza estetica di quelle palline di polistirolo incartate di aromi al pesce. Ne approfitterà davanti a una birra, poco dopo, utilizzando un’espressione come “sarà una Waterloo” a qualunque proposta dei propri amici relativamente all’utilizzo del sabato sera successivo.

fintocolto

Poi un bel giorno nacque l’unione della carta e di Wikipedia: il giornale online.
E’ nato, si dice, per semplificare il passaggio delle informazioni, ma la cosa non convince del tutto.
Tutti commentano tutto e sembrano sapere sempre qualcosa in più. Tutti sembrano svegliarsi la mattina con il solo intento di aprire tutte quelle testate e apprendere. Tutti, tutti, ne leggono soltanto i titoli e ne scrutano avidamente le gallerie di immagini relative alla cronaca nera, però commentano, sanno, si sono fatti un’idea, se ne sono fatte più di una, hanno ricette e consigli da dare.

Il Fintocolto si getta nella mischia, tendenzialmente, prova a tenere il passo dei colleghi ma lo perde. Si perde perché non vuole lasciare del tutto le pagine di quel libro promettente che gli hanno regalato o si è comprato, non vuole evitare del tutto di cercare su Ebay articoli che non può permettersi, di cercare lavoro su pagine di carta velina grigiognola. E allora cede alle tentazioni e perde passi, perde campo, tutti nel frattempo inglobano più quarti di notizie, avranno una parola sbagliata ma perfettamente in più durante la successiva discussione ardente e ardita sui social network.
Il Fintocolto si sente perduto: un tempo si aveva paura di questo grande mondo che non avremmo mai potuto conoscere per intero. Oggi è la verità a dover avere paura di questo grande mondo conosciuto da tutti.

In questo contesto, si permette pure di riaprire lo Snodo.
Allora forza, aggiungiamo problemi. E magari pretendiamo pure di farlo con consapevolezza e volontà di approfondire. Continuiamo a guastare questa gigantesca festa del pianto.
Tra l’altro, se proprio la vogliamo dire tutta, il Macbook Air del nostro non è neanche affatto adatto a pulire i vetri della Cinquecento bianco perla.