Quando il teatro si fa itinerante per salvare memorie e bellezze di luoghi in abbandono, lungo i binari della Porrettana.

Una missione culturale inedita, ai limiti dell’immaginario.
Creare un vagone-teatro mobile in cui dare vita a spettacoli e performance, legati a storie di vita reale, lungo una delle più suggestive e antiche linee ferroviarie italiane. La Porrettana. Primo collegamento transappenninico fra nord e sud Italia, finito di realizzare nel 1864. 99 chilometri di binari, 47 gallerie, 35 tra ponti e viadotti. Scorci panoramici mozzafiato, fermate in mezzo ai boschi, stazioni abbandonate ormai da anni e crocevia di paesini di montagna che si stanno spopolando.

È da questo desiderio di ridare vita a un patrimonio inestimabile e a un territorio che rischia di essere abbandonato, che “Gli Omini” – compagnia teatrale pistoiese formata da Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia Zacchini e Luca Zacchini – hanno dato vita a “Progetto T”. Tre anni per mantenere in vita un Treno, un Territorio e la ferrovia Transappenninica, attraverso immagini, storie e protagonisti di quei luoghi che prendono vita nei racconti teatrali de Gli Omini, fino a dare vita a un vero e proprio vagone-teatro che porta in scena la Porrettana lungo i suoi binari.
Il progetto – prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese, in collaborazione con Comune di Pistoia, Provincia di Pistoia, Centostazioni e Mibact – è partito nel 2015 con “Ci scusiamo per il disagio”. Spettacolo teatrale ideato, scritto e portato in scena da Gli Omini nel luglio dello scorso anno in un luogo suggestivo e praticamente sconosciuto alla città.
L’area Deposito dei rotabili storici di Pistoia che, per dieci serate, ha fatto da cornice all’irriverente spettacolo dedicato all’universo umile, spesso disagiato, ma a tratti esilarante che prende vita ogni giorno all’interno della stazione di Pistoia. Una realtà portata in scena ai limiti del verosimile, ma fatta di storie e incontri veri. Così, grazie a Gli Omini, pendolari, studenti, lavoratori, barboni, piccioni, gente che passa le giornate a guardare i treni passare e ad ascoltare la voce gracchiante di Trenitalia che dal megafono “si scusa per il disagio” diventano protagonisti di assurdi dialoghi fra personaggi astrusi.

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Il 2016 è invece l’anno in cui Gli Omini si dedicheranno a un’intensa attività di ricerca – che si svolgerà nel mese di aprile – che coinvolgerà diversi paesi della montagna pistoiese, e durante la quale le comunità montane, attraverso interviste, saranno coinvolte nel recupero di tradizioni culturali, letterarie, musicali.
“Eccetto Piteccio” sarà la prima iniziativa della seconda fase di Progetto T 2016. Nella mattinata di domenica 8 maggio, dalla stazione di Pistoia partirà una corsa speciale della Porrettana che porterà i passeggeri nel paese di Piteccio – dove il treno ormai non ferma più da anni – e sarà organizzato un pranzo al circolo Arci del paese, in collaborazione con la Pro loco. Ospite della giornata, il poeta e scrittore Paolo Albani. Una giornata simile sarà invece organizzata domenica 12 luglio al Molino del Pallone, nel comune di Alto Reno Terme, in provincia di Bologna, con la collaborazione dell’associazione Sassi scritti, organizzatrice del festival di poesia “L’importanza di essere piccoli”.
Il lavoro di ricerca e rielaborazione dei racconti raccolti nei paesi montani da Gli Omini servirà poi a dare vita a spettacoli teatrali di varia natura, pensati per essere realizzati all’interno di vagoni-treno e all’interno delle stazioni della ferrovia Porrettana.

L’intero progetto culminerà nello spettacolo “Una corsa speciale” (anche se il titolo – come spiega Luca Zacchini de Gli Omini – è ancora provvisorio) che dal 16 al 24 luglio andrà in scena nella suggestiva stazione ferroviaria del Castagno, in mezzo al bosco. Alle 20.30 dalla stazione di Pistoia partirà un treno speciale con a bordo musicisti che accompagneranno gli avventori fino alla stazione montana, dove ad attenderli ci sarà lo spettacolo teatrale de Gli Omini.
La vera e propria missione culturale ai limiti dell’immaginario, però, si realizzerà solo nel 2017, quando Progetto T – in collaborazione con Ansaldo Breda, oggi Hitachi – darà vita al vero e proprio “vagone-teatro”. Uno spazio culturale itinerante, ispirato al Vagón del Saber. Progetto nato dall’idea di un gruppo di architetti ecuadoregni, pensato come biblioteca e teatro mobile, che si muove sulle linee ferroviarie.
E la nomina di Pistoia a capitale italiana della cultura – auspicano Gli Omini – contribuirà a realizzarlo. Non a caso, Progetto T è una delle punte di diamante che l’amministrazione comunale ha inserito nelle 60 pagine di dossier con cui la città ha presentato la propria candidatura al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Con Gli Omini e Progetto T, dunque, gli spettacoli e la cultura si faranno itineranti, dando vita a una forma di teatro inedita, ai limiti dell’immaginario, in cui i protagonisti – oltre che i personaggi e le storie narrate – saranno anche suggestivi scorci e paesaggi e un patrimonio di bellezza inestimabile.

 

[Credit photo: Gabriele Acerboni | si ringrazia per l’utilizzo l’Associazione Teatrale Pistoiese]