Profughi a Le Piastre: quando l’accoglienza vince sulle polemiche e le paure

A Pistoia, in località Le Piastre, sono ospitati dal 21 ottobre scorso trentotto profughi in attesa di asilo politico, che attualmente trovano dimora presso l’ex hotel Bellavista, adibito a centro di prima accoglienza.
Chi è di passaggio potrà vederli fuori a fumare una sigaretta o a fare piccoli lavoretti, più spesso a parlare al cellulare, mentre i circa ottanta residenti del paesino dell’Appennino hanno contatti con loro ogni giorno. E, per iniziare, cercheremo di fare proprio questo: raccontare la convivenza fra la frazione e i nuovi arrivati.

Fin dai primi di ottobre girava voce che sarebbero arrivati in paese una cinquantina di profughi; nonostante la decisione fosse già stata presa, gli abitanti hanno voluto ugualmente incontrare il Sindaco e le cooperative incaricate di gestire l’accoglienza; la Proloco ha quindi organizzato un’assemblea con la giunta comunale al completo, ma, benché gli impegni presi dal Sindaco in quell’occasione siano stati importanti, il clima non si è rivelato dei più sereni.
Ormai sono trascorsi circa due mesi, i profughi sono arrivati e la situazione si è sicuramente pacificata; tuttavia gli abitanti di Le Piastre sono ancora insoddisfatti.

profughi le piastre

La preoccupazione per la sicurezza si è manifestata del tutto infondata (nonostante i tentativi di alcuni, anche esponenti politici nazionali, di instillare la paura): i “ragazzi”, come vengono chiamati gli immigrati, sono molto educati, sorridono e salutano sempre e in paese i residenti sono anzi preoccupati per loro: “non hanno nulla da fare”, si dice, “le uniche cose che non gli mancheranno nell’inverno saranno il freddo e la neve”. La gente dunque non è arrabbiata con gli stranieri, ma con una situazione che esiste ben da prima del loro arrivo, dato che il paese offre ben poco ai profughi come ai residenti.
Gli abitanti si sentono considerati come “rami vecchi” ormai da tagliare, una zona del Comune sempre meno importante; fino ai casi di chi arriva a dire che l’attenzione dell’amministrazione per la frazione si sia risvegliata solamente con l’arrivo dei giovani profughi; si teme, insomma, che in un questo meccanismo e nell’accoglienza gestita con queste modalità, il piccolo paese finisca per non aver niente da “guadagnare”.

profughi le piastre

Nonostante questo stanno però prendendo vita numerose iniziative di socializzazione ed integrazione: la Proloco ha organizzato una partita di pallone tra i residenti e i profughi che si è risolta in una sfida molto sentita ed in una bella giornata di festa. I bambini dell’asilo del paese, inoltre, sono andati in visita all’hotel Bellavista portando dei doni ed alcuni giovani profughi si sono cimentati in danze e canti per i bambini.
E, con l’aria delle feste che arriva fino a Le Piastre, nei prossimi giorni i giovani migranti, perlopiù africani e pachistani di religione musulmana, costruiranno un presepe per partecipare come il resto del paese alla manifestazione “Il paese dei 100 presepi”, un concorso che ogni anno premia la rappresentazione della natività più bella.