Ho chiesto a Luca Buonaguidi, giovane poeta e scrittore pistoiese, di scegliere e raccontare alcuni brani che più lo legano all’Appennino. Ecco il risultato

Claudio Rocci & Paolo Tofani – Un Gusto Superiore
Perché per approcciare improvvisamente l’Appennino mi sono dovuto scontrare e stufare della città. Ma volevo un gusto superiore, sentivo che quassù potevo trovarlo e bando alle diffide avevo ragione.

Jens Leckman – C’è Una Strada Nel Bosco
Perché è stato inevitabile sentirla dentro la mia testa nelle prime escursioni boschive e perché l’imperfezione della dizione italiana nel cantato era quella dei miei primi passi inesperti nel bosco.

Parqued Courts – Borrowed Time
Perché quassù impari a lasciare che il tempo faccia il suo tempo: il futuro remoto sarà necessariamente altrove, ma per il futuro prossimo qua sono molti a trovare in questo posto una casa durevole.

Forest Swords – Thor’s Stone
Perché i Sassi Scritti delle Limentre testimoniano il solco antico degli uomini su queste montagne; anche noi siamo destinati al transito e solo alle pietre è data un’eventuale trascendenza dal contingente.

Sibylle Baier – Tonight
Perché è la mia canzone preferita nel tragitto dal lavoro a casa, tragitto che dura lo spazio di una sola canzone che deve dare un senso un percorso consueto ma non per questo senza possibilità di rivelazioni.

Chamaleons – Looking Inwardly
Perché sono venuto quassù sulla base di una sensazione e ho scoperto giorno dopo giorno una motivazione della direzione che ho dato alla mia vita e che solo oggi inizio plausibilmente a spiegare a me stesso.

Stefano Testa – Una Vita
Perché mi ha regalato un amico d’Appennino, l’autore, e perché quassù di amici se ne trovano eccome e quello che hai in comune con loro diventano queste montagne salde e nessun futile bar od occasione.

Goat – Talk To God
Perché quassù tutto sembra indicarti l’azione dimessa, indicibile eppure palpabile di un costruttore cangiante, “il caro disegno intatto” di Mandel’stam che include e infonde energia ad ogni tuo passo.

Nick Drake – Three Hours
Perché se a Nick Drake servivano tre ore per andare a Londra dalla sua casa nella campagna inglese, da quassù con un’ora sei dappertutto benché tutti associno la vita sull’Appennino all’isolamento sociale.

Dirty Beaches – True Blue
Perché a volte quassù l’inverno può essere duro e indurti più solitudine di quanta (tanta) ne avessi cercata e se non mi sono mai sentito solo è perché non mi sono mai fatto mancare 10 di ore di musica al giorno.

Ben Watt – Spring
Perché dopo un inverno quassù si impara a dare un valore non conosciuto prima alla primavera, come quando questa canzone sboccia e Ben Watt scandisce un liberatorio “Say goodbye to winter”. Così.

Penguin Cafe Orchestra – Cutting Branches For A Temporary Shelter
Perché sembrerà retorico e banale ma quassù si impara davvero a dare importanza a dettagli prima insondabili, godere di minuzie ed apprezzare anche il semplice scorrere dei minuti dentro e fuori di te.

Townes Van Zandt – Our Mother The Mountain
Perché il suo tono amaro e solenne sembra cantarti la storia perduta del ventre di queste montagne e perché la sensazione di maternità evocata è qualcosa che ti attende quassù, se ti comporti da figlio.

*Il ragazzo selvatico. Quaderno di montagna è un libro di Paolo Cognetti, pubblicato da Terre di Mezzo nel 2013.