Al Circolo Arci L. Bugiani, in Via Erbosa 12 a Pistoia, ogni giorno a pranzo si contano una cinquantina di Soci consumatori, che si alzano da tavola sempre soddisfatti dell’ottimo cibo servito.
In cucina, insieme allo chef Nicolò, troviamo anche A., B. e C., tre dei ragazzi che vivono al primo piano della sede Arci di Bottegone e che al “Bugiani”, orgogliosi della loro tessera ARCI, danno una mano come volontari, insieme a tutti gli altri soci del circolo.

Sono le 11 di mattina e li vado a disturbare mentre preparano delle profumatissime lasagne al ragù. B., 25 anni del Gambia, sta imparando bene l’italiano e mi racconta che nel suo paese era un sarto, che si sta trovando molto bene in Italia e che avrebbe tanta voglia di avere i documenti per poter lavorare e guadagnare qualche soldo. A. e C. sono più giovani, vengono dal Bangladesh dove facevano gli agricoltori, arrivati al Circolo hanno imparato alla svelta a cucinare e si stanno impegnando molto per integrarsi con la nostra cultura. Lo chef Nicolò mi confessa che si è sviluppato un gran feeling tra di loro e augura il meglio a questi ragazzi.
Conferma il loro impegno nell’imparare la lingua italiana e inglese, e rivela scherzando che anche qualche italiano avrebbe bisogno della loro determinazione.

Faccio un giro per il Circolo e incontro Alfredo, il presidente del “Bugiani”, che mi racconta orgogliosamente che i clienti apprezzano le pietanze cucinate dai tre ragazzi e che tutti i soci hanno accolto con entusiasmo questi nuovi volontari arrivati da così lontano. Perché, alla fine, rendere possibile l’integrazione, fra i tavoli del pranzo, le “pizzate” e il lavoro insieme in cucina, è da sempre uno dei grandi valori delle case del popolo.
E il circolo “Bugiani” – continua Alfredo – da anni porta avanti una politica di solidarietà e legalità, proponendo i prodotti del mercato equo e solidale e dei territori confiscati alle mafie.