Da sede del Pci, a luogo ricreativo e culturale: viaggio nella storia della Casa del popolo di Bottegone che festeggia sessant’anni, e resta simbolo di accoglienza.

Era il 1955 e i ragazzi protagonisti di questa storia erano poco più che ventenni. Giovani che avevano vissuto la guerra e visto cosa fossero le ingiustizie e i soprusi. Giovani che credevano nella libertà, nell’uguaglianza, nella giustizia. Avevano in tasca la tessera del Partito comunista italiano, ma non avevano un luogo dove trovarsi, discutere, confrontarsi. È così che nacque l’idea di costruire una Casa del popolo a Bottegone, di tutti e per tutti.

Lì, in paese, dove intorno c’erano solo campi e la gente, arrivata a sera, sentiva il bisogno di un luogo dove riunirsi dopo il lavoro, parlare, giocare a carte. Un luogo che fosse simbolo di un’appartenenza politica, ma anche punto di riferimento sociale.
Sono passati 60 anni da quella data e il circolo Arci, da venerdì 19 a domenica 21, festeggia con tre giorni di iniziative, all’insegna dell’accoglienza.

Oggi, il presidente del circolo Arci di Bottegone è Matteo Giusti, 26 anni, che insieme a un’altra cinquantina di persone, tutti volontari, si occupa della gestione della Casa del popolo. A Pistoia, una tra le più frequentate e attive dal punto di vista ricreativo. «Il cambio generazionale nella gestione – racconta Giusti – è avvenuto sei anni fa, quando un gruppo di ragazzi ha cominciato a impegnarsi attivamente all’interno del circolo, facendo sì che la “vecchia” guardia potesse lasciare il posto a nuove idee e nuove energie, continuando però a vigilare sulle attività. Il traguardo dei sessant’anni – sorride – ci rende tutti orgogliosi, e abbiamo deciso di celebrarlo con tre giorni di festa». Certo, le cose sono profondamente cambiate nel corso dei decenni. Da sede di partito, a luogo ricreativo e culturale, la Casa del popolo di Bottegone ha saputo rinnovarsi, senza perdere la propria identità.

«Questo circolo – spiega Matteo Giusti – è nato grazie alla forza di volontà di un gruppo di giovani che l’hanno costruito, mattone dopo mattone, in maniera volontaria. Fondamentale – continua – fu il sostegno di Francesco Toni, ex sindaco di Pistoia, che s’impegnò in prima persona in questa vicenda». Bottegone negli anni ’50 era, infatti, orfana di una Casa del popolo, perché durante la guerra il circolo esistente era stato sequestrato e consegnato all’Arma dei carabinieri che vi aveva istituito la loro caserma. Caserma che che tutt’oggi si trova lì.
Negli stessi anni, fu anche costruita La Capannina, storico circolo rivale della Casa del popolo, perché gestito e frequentato dai sostenitori della Democrazia Cristiana. «Una rivalità sentita, ma mai cattiva – spiega Giusti – che si percepiva in ogni cosa». I due circoli erano infatti identici nelle attività organizzate: dalla sale da ballo alle proiezioni cinematografiche, dalle attività ricreative a quelle teatrali, dai campetti sportivi dove si organizzavano vari tornei alle squadre di ciclismo, acerrime nemiche tre loro e da cui sono passati campioni come Moser, Cipollini, Petacchi.

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La Casa del popolo di Bottegone è diversa dal passato – quando nella sala da ballo i giovani assistevano ai concerti di Mina, Lucio Dalla e Guccini – ma non ha perso il ruolo di luogo di aggregazione e accoglienza. Sul retro, le pareti esterne sono colorate da murales di artisti esordienti e professionisti provenienti da tutta la Toscana. Un modo per dare spazio di espressione a un’arte altrimenti sacrificata. Al secondo piano, in un ambiente ristrutturato e accogliente, la Casa del popolo ospita dodici giovani richiedenti asilo provenienti dal Bangladesh e dall’Africa subsahariana. Ragazzi che stanno imparando l’italiano attraverso corsi organizzati dall’associazione che si occupa di loro e che, attraverso belle iniziative interculturali organizzate dal circolo, si stanno lentamente inserendo nella comunità di Bottegone, una realtà lontana migliaia di chilomentri da casa loro.
La Casa del popolo però è anche altro. Oltre a offrire spazi per le esibizioni di band emergenti, organizza laboratori e corsi di ginnastica per anziani, corsi di teatro, ospita spettacoli di compagnie amatoriali provenienti da tutta Italia. Un luogo interculturale e ricreativo, dunque, che dopo tanti anni rimane simbolo di socialità e scambio.

Per celebrare i sessant’anni, i volontari hanno organizzato un programma ricco di eventi che prenderà il via venerdì 19, alle 18.30, con la proiezione dell’intervista ai soci fondatori e il saluto delle autorità, seguito da aperitivo a buffet offerto dal circolo, e musica dal vivo con il gruppo “I Vostri”. Alle 21 tombola sociale e torneo di freccette elettroniche. Sabato 20 giugno, in occasione della giornata mondiale del rifugiato, alle 16.30 prenderà il via il torneo di calcio a 5 “tra…intercultura e circoli ARCI”, che vedrà affrontarsi squadre dei circoli Arci pistoiesi e i 12 ragazzi richiedenti asilo, ospitati nella casa del popolo. Alle 21.30, serata di ballo liscio con l’orchestra spettacolo “Novelli”. Domenica 21 la festa prosegue con il pranzo sociale su prenotazione, seguito dal pomeriggio danzante in compagnia dell’orchestra “Le piccole Ore”. Infine, alle 21.30, serata di ballo liscio con l’orchestra “Barba Nera” e il torneo di calcio balilla. Durante i festeggiamenti, la casa del popolo ospiterà anche alcune mostre di artisti pistoiesi e il bar e il ristorante rimarranno aperti.