Non ti accontenti mai. Hai sempre qualcosa da ridire, da lamentarti. Se mi potessi spostare senza bisogno di te, già sarei andata via. Non ti sopporto.

La mattina…
ho ancora l’ottundimento e il torpore della notte, troppo stanca per essere dolce con te che mi accusi di essere spigolosa, scomoda. Andrei via. Ah, se solo incontrassi qualcuno che si innamori dei miei difetti.

Il tuo lavoro è noioso. Per otto ore sono nel buio, sotto la tua scrivania, fisso il niente. Penso. Sono nata per accompagnarti in luoghi meravigliosi e, invece, sono inchiodata qui, sola, in mezzo al buio in compagnia di voci ovattate.

L’ora di pranzo. Solito posto. Solite cose. Prendi il caffè e come sempre fai cadere una goccia sulla mia testa. Dannazione.
Non hai solo me, perché gli uomini non si accontentano mai, devi avere tutto… perfetto. Le scarpe lucidate, le maglie pulite e quando una di queste due ha un difetto impercettibile… via! Compriamo!
Mi usi solo per andare a lavoro, le altre le porti in luoghi molto più belli, dove le voci sono così tante che non sai quale ascoltare. So tutto sai.
Mi ricordo quando mi hai visto la prima volta. Prima di deciderti di tempo ne è trascorso. Ci hai pensato e dopo interminabili minuti hai sussurrato “E’ quella giusta, va bene”. Gli indecisi, di decisioni giuste, non ne hanno mai prese.

Il mio sogno è sempre stato quello di far scoprire posti nascosti, di cui io per prima avrei calpestato il suolo. Come le mie sorelle che hanno accompagnato nel 1966 Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna, o altre ancora che hanno fatto correre più veloci del vento uomini mezzi dei e mezzi umani come Achille, in battaglie leggendarie. Altre che hanno fatto indugiare gli innamorati sulle soglie di casa, in balia di dubbi e che, un attimo dopo, li hanno buttati in labirinti di strade. Per andare. Grazie a noi quante cose avete fatto. Quanti soldi avete speso, quanti chilometri avete percorso senza sapere dove andare.

Ti svegli. E decidi. Non mi userai più, perché ormai sono passata di moda, ho la suola leggermente consumata e il colore un po’ usurato. L’importante è decidere cosa si vuole. Tu vuoi fare come tutti. Cambiare anche quando da cambiare non c’è niente. C’è qualcuno che è felice anche quando le cose che ha non sono perfette, perché non può permettersele, o forse semplicemente perché non gli interessa.
Sono sempre ad immaginare quante opportunità ho perduto, quante ne perderete voi se non sperimentate cose nuove, se non cercate luoghi nuovi, se state incollati alla sedia e al vostro consumismo che divampa.
Sono una scarpa, ma di strade ancora ne ho da percorrere.

 

[Credits foto: Myfootnote]