Immagina di aver promesso ad un amico che gli avresti scritto un articolo.

Ed immagina pure che questo, ogni tanto, tra un discorso e l’altro, te lo ricordi ed in qualche modo ti solleciti, con la presenza incostante di un fiume carsico.
Arriverà il giorno in cui la tua coscienza ti chiederà di rispondere all’impegno preso, ed eccoti qua.
Il primo istinto sarà quello di sottrarsi al dovere, per cui ripercorrerai brevemente l’amicizia che ti lega al ragazzo, cercando (invano) episodi che possano giustificare la tua negligenza (che ne so, la volta in cui ha dimenticato un vostro appuntamento, un suo ritardo che ti ha quasi impedito di prendere l’aereo…, scene da film, che arrivi ad elaborare solo dopo un grande sconforto), ma niente.
Un passato immacolato, ahimè.

Dopo altri (svariati) flussi di coscienza, anche la parte più beatamente pigra di te stesso sarà concorde nell’ammettere che devi (sì, devi) redigere un articolo.
D’emblée, le idee scompaiono.
Il panico, lo stesso che hai vissuto quando, dopo aver finito di vedere “adieu au language” di Godard, aspettavi che i tuoi amici cinefili ti chiedessero un parere, ecco, quel tipo di panico ti cattura, ed allora non c’è più niente da fare.
Ogni argomento inizia a sembrarti banale, i tuoi ragionamenti slittano dalla banalità ai sofismi, e tutto ciò che riesci ad abbozzare sono frasi contorte come le note a margine dei libri di Wallace, condite dalla genialità di Moccia.
Perfino il gatto, abituato al tuo sguardo pre-esami, irrigidisce davanti al vuoto dei tuoi occhi davanti allo schermo.

Silenzio.

Frasi traboccanti di autostima, uscite da qualche retaggio new age, ti affollano la mente, riuscendo addirittura ad abbattere quel poco che sembravi aver costruito.
(Nel frattempo invidierai coloro che riescono a trarre forza da questi pilastri morali… poi passerai oltre)
E quando, alla fine, con evidente abbattimento, starai per scrivere all’amico che, dato lo stress (un evergreen), gli esami, i lavoretti sottopagati, insomma, data la vita(!), proprio non riesci a buttar giù ‘sto benedetto articolo…all’improvviso, dalla zona del tuo cervello addetta agli aforismi (tutti ne abbiamo una) balzerà fuori “il problema È la soluzione“.

E gli invierai l’articolo (con buona pace del vostro rapporto)

[Maelström: fenomeni vorticosi del mare del nord, cui si attribuiva il potere di risucchiare e distruggere ogni nave che si trovasse a passare entro un certo raggio di distanza] 

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