Chitarrista, compositore, cantante: Maurizio Geri è uno degli artisti pistoiesi più noti in Italia e all’estero; abbiamo parlato dei suoi progetti e della scena musicale pistoiese.

Come hai iniziato a suonare?

Maurizio Geri: Sono nato sulla montagna pistoiese dove abito tuttora; ho iniziato da piccolo con la musica popolare, al seguito del “Collettivo Folkloristico Montano” e grazie alla ricerca etno-musicale effettuata da Sergio Gargini e dai suoi collaboratori sul nostro territorio; ho iniziato cantando e accompagnandomi con la chitarra.
A 18 anni mi ha chiamato Caterina Bueno per suonare nel suo gruppo, all’epoca suonavo anche l’organetto che ho lasciato definitivamente pochi anni dopo per riprendere lo studio della chitarra in maniera più approfondita.
Sono entrato successivamente nel quartetto Banditaliana di Riccardo Tesi e contemporaneamente ho dato vita ad un mio gruppo “M.Geri Swingtet”; queste due formazioni sono ancora in attività dopo più di vent’anni.

Dove hai cominciato a Pistoia, quali sono stati i tuoi primi locali?

M. G.: A Pistoia ho suonato dovunque, dal Tito’s al Risidò ma chi se li ricorda tutti? Le cose più importanti sono stati i numerosi concerti al teatro Manzoni, quelli a “Sentieri acustici” e le due partecipazioni al Pistoia Blues.

Che differenze hai percepito suonando all’estero? L’esperienza più particolare che ti sia capitata? 

M. G.: All’estero c’è più attenzione e rispetto per la musica e i musicisti, pagare un biglietto è normale mentre da noi passi quasi da presuntuoso. Sarà che all’estero quelli “esotici” siamo noi.
Come esperienza davvero strana ricordo che una volta, alla fine di un concerto, l’organizzatore ci offrì altri soldi per suonare ancora 10 minuti, cosa che facevamo normalmente con i bis.

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Come ti sembra l’attuale scena emergente pistoiese?

M. G.: C’è tanto fermento e tanti bravi musicisti giovani, l’indotto del festival blues e di altre rassegne limitrofe come “Itinerari musicali” o “Serravalle jazz” ed il supporto delle scuole di musica ha stimolato e incuriosito molte persone.

Cosa manca a Pistoia per valorizzare la musica e i nuovi artisti?

M. G.: Abbiamo tanti talenti e molte persone di buona volontà. Mancano gli spazi, manca una sala attrezzata che permetta la giusta visibilità ai musicisti locali e l’incontro con realtà diverse, mancano i fondi per strutturare una programmazione di base durante tutto l’anno. Mancano le strutture che stanno a metà fra il teatro e il pub, una direzione artistica e una gestione intelligente, svincolata dai rientri economici.
Per fare cose belle ci vogliono investimenti e non servirebbe poi così tanto, ma siamo in un paese dove si dice che con la cultura non si mangia quando secondo me sarebbe proprio quello il nostro punto di forza.

Progetti per il futuro?

M. G. : E’ uscito da poco il disco “Maggio” con Banditaliana, sto realizzando il nuovo cd “Swingtet” dal titolo “Swing a sud” e ultimamente ho realizzato un libro didattico dal titolo “La chitarra jazz-manouche” distribuito da Curci. Fino all’estate faccio pausa e poi si ricomincia.

 

[Credits foto: GrossetoOggi, MusicaStrada]