Il Brasile non è mai stato un paese belligerante: l’unico conflitto che l’ha visto protagonista nella sua storia è la seconda guerra mondiale. È nel ’44 che, in seguito all’attacco alle navi brasiliane da parte delle potenze dell’asse, per la prima e unica volta il Brasile entra in guerra.

Un protagonista della Liberazione

In quell’unica occasione il Brasile ha combattuto con gli Alleati, durante la campagna d’Italia, affiancando quindi i nostri partigiani. E proprio qui, nelle montagne fra Modena e Pistoia e nel nord della Toscana, si sono svolte le principali battaglie in cui combatté la Força Expedicionária Brasileira – questo il nome della forza militare brasiliana inviata sull’appennino tosco-emiliano.

Barga, Monte della Torraccia, Montecastello sono alcuni dei nomi legati agli scontri principali, che però si rivelarono pesanti per l’esercito brasiliano. Vuoi per la rigidezza dell’inverno (quell’anno si toccarono i -20°), vuoi per la scarsa conoscenza del territorio, la spedizione brasiliana contò 462 caduti tra fanteria e forze aeree.

E proprio per ospitare questi caduti nacque il cimitero brasiliano di Pistoia, nella zona in cui ora sorge l’analogo monumento militare e vicino al luogo in cui all’epoca si trovava il quartier generale della Força Expedicionária Brasileira.

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Un cimitero per un solo defunto

Il cimitero non durò molto: sulle rive del Bure i caduti brasiliani trovarono riposo solo fino al giugno del 1960, quando i resti furono portati a Rio de Janeiro. Gli unici morti di guerra del Brasile non potevano restare lontani dalla madre patria, pensò qualcuno.

Nello stesso luogo venne così costruito il monumento militare brasiliano che ancora oggi possiamo vedere: un’architettura – giardino dominata da una figura principale, uno spazio aperto e coperto caratterizzato dalle forme organiche tipiche dell’architettura brasiliana di Oscar Niemeyer, maestro del progettista di quest’opera Olavo Redig de Campos.

Il memoriale però non ha perso la sua natura di cimitero. Al suo interno infatti è ancora tumulato un unico caduto, privo di nome ma che porta su di sé tutta la tragedia della guerra. In seguito alle ricerche svolte dall’allora custode del cimitero, infatti, fu trovato un ultimo defunto brasiliano, sepolto ancora oggi a Pistoia.