Questo è il primo articolo della rubrica “mi chiamavano carpale” che come si intende dal titolo parlerà di videogiochi.
Ma non i videogiochi che sei abituato a vedere: ovviamente ci piacciono i Call of Duty e gli Assassins Creed ma andremo a trovare quelli che sfuggono al grande pubblico, diciamo i videogiochi indipendenti e di qualità.

Ma iniziamo subito con Mount and Blade Warband, un’espansione decisamente migliorata del gioco originale Mount and Blade.

Ti parliamo di questo titolo perché l’11 dicembre è uscita una nuova espansione fatta di concerto con i produttori della serie Vikings (se non l’hai vista guardala subito!), dal nome Mount and Balde Warband Vikings Conquest.

 

Saccheggia i monasteri, diventa un feudatario o un audace mercante

Riconosciamo che il nome è un po’ lungo ma il gioco merita assolutamente: un sandbox ambientato nell’alto medioevo del nord europa.
La campagna può svilupparsi in due modi: storyline, con una campagna predefinita che suggeriamo ai neofiti per comprendere le alcune volte complesse dinamiche del gioco oppure sandbox, che ti permette di iniziare la tua avventura facendo ciò che più desideri senza nessuna storia da seguire.

Le campagna predefinita è sicuramente gradevole, sopratutto perché si cala perfettamente nel background dell’epoca: ad esempio se trovate un traditore nella vostra banda, lasciarlo impunito vi farà perdere leadership nei confronti dei vostri uomini, mentre ucciderlo farà però calare la vostra reputazione. Ogni scelta e ogni azione hanno delle conseguenze come insegna il buon Peter Molyneux.
La modalità sandbox ti permetterà di divertirti come meglio credi: dopo aver creato il tuo personaggio definendo il tuo passato, la tua adolescenza, il tuo temperamento e la tua religione, molto importante visto che il mondo si divide nei due grandi tronconi cristiano o pagano, sarai portato a distribuire i famosi punti abilità. Un classicone che non muore mai.

Dopo questo sarai catapultato nel mondo di Viking Conquest: cosa fare lo deciderai te. Potrai prendere missioni da nobili, maniscalchi, capi di villaggio o feroci banditi oppure scorrazzare con la tua banda alla ricerca di viaggiatori ignari o solcare il mare con il tuo drakkar per commerciare nei tantissimi porti che troverai in giro per la mappa.

Il gioco ha due modalità di gioco in singleplayer: la visione della mappa del mondo dove sposterai te e il tuo esercito su boschi, strade e colline oppure per mare con la tua nave, altrimenti verrai portato nella visione in prima persona quando dovrai affrontare le battaglie o gli eventi più importanti.

Scudi davanti, lance dietro e frecce incoccate

Le battaglie sono indubbiamente il fulcro del gioco. Un sistema di comando delle truppe fatto tramite delle shortcut ti permetteranno di comandare le truppe in battaglia. All’inizio piangerai in aramaico quando vedrai i tuoi arcieri buttarsi sulle lance della cavalleria nemica ma dopo qualche scontro ci avrai già preso mano.

Vikings Conquest

Il sistema di combattimento è forse uno dei più semplici e migliori mai inventati. Le statistiche dei personaggi contano, ma conta anche la propria bravura e i propri riflessi. Si può colpire da quattro parti spostando il mouse nella direzione desiderata e per parare bisogna saper intercettare bene il colpo. Altrimenti prendi un scudo, ma ricorda che non sono indistruttibili se ti trovi davanti un nemico con martello o ascia.

In questo gioco non esistono eroi immortali: se ti troverai da solo davanti a 5 nemici, anche non molto potenti, sarà molto dura uscirne fuori vivo. Sotto questo punto di vista Vikings Conquest è estremamente realistico.

I vichinghi si divertivano insieme e il multiplayer aiuta

Vikings Conquest

Vikings Conquest è sicuramente un titolo estremamente longevo sul singleplayer ma esprime la sua vera vocazione sul multiplayer.
Infatti l’originale Mount and Blade nasceva proprio solo come multigiocatore, solo dopo con Warband si è sviluppato il giocatore singolo.
Le modalità sono molto semplici: l’invasione vichinga dove dovrai difendere un forte o il vallo di Adriano insieme ai tuoi compagni dagli invasori comandati dal computer (in questo caso conta moltissimo la collaborazione, ad esempio per fare un muro di scudi) oppure ci sono i classici deathmatch a squadre o tutti contro tutti. Oppure ancora potrai scontrarti negli assedi difendo o attaccando un maniero tenuto da altri giocatori e molto altro.

In conclusione…

Vikings Conquest ha già trovato un posto nel nostro scaffale, contando anche la longevità non solo del single e del multiplayer ma delle valanghe di mod proposte dai giocatori, alcune decisamente belle e interessanti.
Alcune cose potrebbero farti storcere il naso, come ad esempio una grafica non all’ultimo grido o il fatto che sia in inglese, ma non disperare: con un po’ di entusiasmo e qualche asciata ben assestata troverai anche tu un posto sul drakkar.