Dopo il nostro racconto della situazione disastrosa in cui si trovano alcune scuole pistoiesi (leggi qui), abbiamo chiesto alla presidente della Provincia, Federica Fratoni, che cosa intendono e possono fare le istituzioni per mettere “al sicuro” gli studenti.

Le scuole pistoiesi a livello strutturale versano in pessime condizioni: i fondi non sono sufficienti?

A giugno 2014 la provincia ha effettuato una ricognizione sul patrimonio dell’edilizia scolastica di competenza dalla quale è risultata una programmazione potenziale, cioè interventi che sarebbero necessari per dare una realizzazione compiuta alle necessità che riguardano l’edilizia scolastica: se volessimo fare le cose per bene, servirebbero 11 milioni di euro per migliorare notevolmente la situazione delle nostre scuole.
Le cifre di cui abbiamo disposto nel tempo sono molto inferiori e, con una legge statale che non viene finanziata da anni, questa resta solo una programmazione.

Nel 2014 sono stati fatti interventi per migliorare la situazione di alcuni istituti?

Nel 2014 gli interventi sono stati piuttosto limitati, il più importante riguarda i lavori di manutenzione straordinaria alla palestra dello Scientifico di Montecatini; abbiamo messo a disposizione alcune aule per una nuova succursale dell’Alberghiero di Montecatini, e ci sono stati alcuni lavori all’Istituto Geometri del Viale Adua, dove è stata collocata una succursale del Liceo Artistico.

Per il 2015 la Provincia ha individuato altre situazioni in cui poter intervenire, nonostante la scarsità di fondi?

Ci sono tre lavori programmati e cantierabili, uno finanziato dai fondi CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e due dal Bando della Fondazione Cassa di Risparmio, che riguardano molte scuole con vari interventi.
Il più costoso è rappresentato dal Capitini di Agliana: sono necessari 360.000 euro per un cappotto termico (sistema di coibentazione per isolare dal punto di vista termico e acustico un edificio, ndr).

Quando saranno effettivamente svolti?

In tempi abbastanza rapidi, perché sia il CIPE che gli interventi della Fondazione hanno tempi piuttosto serrati. Nei prossimi mesi, compatibilmente con la presenza degli studenti.

Comunque si tratta di interventi non finanziati dalla Provincia.

Sì. La Fondazione finanzia i propri al cento percento; dovrebbe essere lo stesso per il fondo CIPE.

Per tratteggiare un quadro generale della situazione, qual è il peso che la Provincia ha nella gestione dei fondi destinati all’edilizia scolastica, e come sono stati gestiti negli ultimi anni?

La provincia ha come competenza tutta quella che è l’edilizia scolastica degli istituti superiori: 35 edifici tra Pistoia, Valdinievole, la montagna pistoiese, Agliana, Quarrata. La legge che per molto tempo aveva assicurato risorse su questa linea è la 23 del 1996, finanziata fino all’anno 2007.
Possiamo beneficiare di altri canali di finanziamento e abbiamo potuto fare alcuni interventi, ad esempio 1.300.000 euro di fondi CIPE – sempre ministeriali, ma che derivano da altri canali – con cui sono stati fatti interventi presso l’istituto Pacinotti sugli infissi e la messa in sicurezza, oltre che ad altri 300.000 sull’Istituto Alberghiero di Montecatini e altrettanti sull’Istituto Agrario di Pescia, un intervento di 300.000 euro sulla succursale del Lorenzini di Pescia. Interventi più grossi – il piazzale all’Istituto Einaudi, l’impianto antincendio sempre al Lorenzini di Pescia – risalgono al 2013, circa 350.000 euro.

Nel dicembre scorso lei ha detto che nel 2015 la Provincia non avrebbe destinato fondi all’edilizia scolastica…conferma?

Sì. Il problema è che sul bilancio non abbiamo possibilità di trovare risorse da destinare a questo scopo. Del resto se non si trovano soldi da destinare alle scuole vuol dire che non ci sono soldi per fare nulla: la scuola è sempre stata la priorità dell’amministrazione. Ovviamente è un tema molto delicato. A causa del superamento delle province, i tagli sono stati molto forti e riusciamo a malapena a pagare il personale dipendente, mutui, contratti…
Non abbiamo margini per fare interventi di ristrutturazione nelle nostre scuole. Per fortuna ci sono questi canali straordinari.

federica-fratoni

La situazione che emerge dai racconti dei ragazzi (leggi qui) è comunque piuttosto drammatica. Per fare un esempio, quella del Forteguerri: solo poco tempo fa erano stati fatti dei lavori, ma i problemi si sono già ripresentati.

Sì, ho fatto anche un incontro con gli studenti.

Una cosa di cui si lamentano gli studenti è che quando i lavori vengono fatti, spesso non risolvono il problema.

Il punto è che a volte non è facile rintracciare la causa precisa di un problema. Tenga conto che il Liceo Classico, ma anche altri, sono edifici storici con la propria complessità.
I tecnici della provincia cercano di lavorare al meglio. Molto, però, dipende dalle possibilità economiche: magari in un determinato momento puoi rifare l’intonaco, ma non puoi intervenire più in profondità e quindi, diciamo, ti accontenti di “mettere una pezza” a un problema che, appunto, col tempo può tornare a manifestarsi.

La situazione è più o meno la stessa in molte scuole, perlomeno in quelle del centro.

La Provincia nel corso del tempo ha speso tantissimi soldi per le scuole… ci sono però ben 35 edifici.
Abbiamo una popolazione scolastica di 12.000 studenti; tra l’altro tanti arrivano da fuori provincia, perché la qualità dell’offerta formativa è molto attrattiva anche all’esterno. Tuttavia poi è complicato mantenere tutto ciò nella piena efficienza. Come dicevo, facendo una programmazione che tenga semplicemente conto delle esigenze di funzionalità degli edifici si arriva a 11 milioni di euro.

Che non ci sono.

Che ovviamente non ci sono. Cerchiamo di ottenerli dal CIPE, dai vari bandi. Le posso dire però che il tema della sicurezza non è sottovalutato.
Spesso, parlando coi ragazzi, sento dire: “La scuola non è sicura”. Bisogna distinguere. C’è un livello che è quello della vivibilità, della possibilità di avere ambienti confortevoli, che sono cose necessarie per studiare bene; poi c’è un livello di condizioni di sicurezza che sono vagliate non solo da noi, ma anche dalle autorità preposte, ad esempio dalla ASL o dai Vigili del Fuoco, con i quali c’è un rapporto quotidiano. Per cui, fermo restando che nessuno vuole negare i problemi – che ci sono tutti –, nelle nostre scuole cerchiamo di garantire dei livelli di sicurezza accettabili.

A proposito di sicurezza, al Forteguerri non troppo tempo fa un soffitto crollò in un bagno: la preoccupazione è che potrebbe succedere di nuovo, magari in una classe o in un corridoio.

Facciamo fare periodicamente dei saggi. Una volta fatto il saggio, dicono gli architetti, sono cose che possono succedere: ribadisco, si tratta di fabbricati vecchi. Magari quello che la ditta rileva essere un buon intonaco non è detto che poi, nel tempo…
In seguito a questo evento abbiamo fatto diversi saggi e continuiamo a farli. C’è anche un buon rapporto con gli studenti e con i presidi che ci chiamano sistematicamente: sono le sentinelle più attente. Chiaro, nessuno vorrebbe mai che succedesse nulla. Difficile prevenire tutto, però. Soprattutto in una situazione economica così complicata.

I fondi cui voi fate capo – e che non ci sono – provengono dal Governo.

I fondi CIPE sì. Gli altri, appunto, sono bloccati da anni.

E il governo che dice? E’ stato sollecitato, anche nei rapporti istituzionali, dalla Provincia?

Sì, come provincia abbiamo sollecitato il più possibile. Ricordo che l’ultimo ministro che parlò dell’argomento fu la Gelmini che disse che avrebbe destinato un miliardo di euro alle scuole… non si è ancora vista una lira. Sembra che Renzi voglia investire sulla scuola…Vediamo se sarà vero.