Quando penso alla Cultura penso ad un Sistema. Un Sistema Cultura è dato dalla cooperazione di più figure attive.

Il buon funzionamento di questo sistema porta un beneficio anche alle figure inattive o passive, dentro e al di fuori del sistema o comunque ai sistemi vicini.
Attivatori di un sistema possono essere persone e/o manifestazioni. Come può la nomina di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017, diventare attivatore o ri-attivatore di un Sistema culturale?

Il mio punto di vista è che Pistoia sia sempre stata una città con grande potenzialità culturale ma che non sia mai riuscita a concretizzare il “goal davanti alla porta”. Una molteplice e variegata proposta culturale pubblica, ripetuta negli anni, e sprazzi di autentica energia progressista e anticipatrice di singoli protagonisti, hanno sempre caratterizzato l’humus culturale di questa città.
Quello che, a mio avviso, è sempre mancato, è la definitiva messa a sistema di tutto ciò che siamo.

Esperienze e persone, in passato, ci hanno provato ma è sempre venuta a mancare una regia, un consolidare le connessioni e il favorire la crescita di chi poteva essere espressione di questo sistema. Una “manifestazione” o un riconoscimento come Capitale della Cultura potrebbe essere il “la” per una messa a sistema della cultura a Pistoia.
Prima di tutto perché consente di censire il patrimonio culturale di un territorio ad un dato momento storico e, secondo, perché diventa, inevitabilmente, ricettore di tante proposte culturali e, quindi, “contatore” e “selettore” degli attori della cultura del luogo.
Tutti questi dati e la loro conseguente analisi possono e dovrebbero creare degli insiemi di Eulero Venn che, tra loro combinati, possono dare delle indicazioni su possibili relazioni tra gli elementi/operatori culturali/patrimonio, che potrebbero facilitare la messa in opera di attività culturali, oggi, ma sopratutto domani.

Infatti, questa operazione andrebbe oltre al normale susseguirsi di eventi per il periodo dell’anno di Pistoia Capitale, che sono sì necessari ma con il rischio di essere fini a se stessi, di esser solo intrattenimento, non avere ricaduta sul tessuto culturale e non essere motori propulsori per nuove energie negli anni futuri. Inoltre, in periodi di crisi come quello che sta attraversando il nostro paese, questa messa a sistema può facilitare sia compartecipazioni a bandi, che identificare al meglio le risorse da destinare nei vari campi specifici della cultura, secondo i bisogni e le necessità, sia in ambito pubblico che privato. Una messa a sistema degli operatori culturali può, inoltre, essere una utile banca dati open-source sia per risorse umane che per risorse tecniche, da contattare o utilizzare secondo il tipo di intervento culturale progettato da qualunque soggetto.

Gli eventi di Pistoia Capitale potrebbero fornire anche una prima schedatura del Patrimonio culturale utilizzabile da parte degli operatori, utile per sapere dove, come, quando, fare iniziative culturali e di che tipo rispetto agli spazi disponibili e le attrezzature/persone coinvolte, anche per i prossimi anni a venire. Anche la comunicazione di una manifestazione di questo tipo può essere veicolo per mettere a sistema e in rete tutti gli operatori culturali del territori, creando un portale o una piattaforma web che li raccolga tutti. Quest’ultima può essere utile come calendario programmatico di quello che avviene in città, e mappale rispetto agli spazi e le sedi di chi opera in cultura.
Insomma, Pistoia Capitale della Cultura 2017 è l’occasione per mettere in ordine tutto quello che l’ha fatta proclamare, senza dimenticarsi di essere occasione di partecipazione pubblica, perché la cultura non è realizzata solo dagli operatori ma sopratutto dai fruitori.
Ecco che, allora, si devono pensare politiche culturali di inclusione nel sistema culturale, non solo con eventi di intrattenimento ma con metodologie di avvicinamento di ogni cittadino, di ogni “cultura” e ceto sociale alla vita pubblica.