Per rilanciare un dibattito sulla montagna pistoiese e sul suo futuro il Centro Studi Ricerche Espressive (CSRE) sta progettando una serie di iniziative in collaborazione con le Pro Loco locali.

La prima riguarda una mostra fotografica sul paese di Baggio, sul suo popolo e sui villeggianti che nella prima metà del secolo XX° lo frequentavano. Le foto sono dovute a un villeggiante fiorentino e sono state scattate fra il 1910 e il 1920. I luoghi sono pieni di senso e mantengono la memoria di quando le pratiche di vita quotidiana si intrecciavano con gli spazi pubblici, cioè vissuti collettivamente, al lavoro, con le strade, alle abitazioni e ai monumenti. Questo è quello che appare nelle foto.

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Oggi, una disarticolazione delle relazioni e delle pratiche sociali ha profondamente scosso “il vivere“ della montagna pistoiese e ci obbliga a tentare di risignificare questi spazi dove l’omologazione ha prodotto un forte inaridimento dei mondi vitali sia economici che culturali.
L’intento della mostra, in questo senso, sarà anche quello di stimolare una serie di interventi di recupero sia artistico che paesaggistico strettamente legati all’identità delle comunità montane e, in questo caso, di Baggio.

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Baggio (Bagium), affacciato sulla valle dell’Ombrone pistoiese, poggia sul fianco meridionale dell’appennino, “sotto” le sorgenti della fiumana Bure e non lontano dall’antica badia di Fonte Taona da cui nasce il corso settentrionale della Limentra, tributaria del Reno Bolognese.
La borgata, con la chiesa parrocchiale di San Michele, è compresa nel piviere di San Giovanni in Val di Bure (che è parte della comunità di Porta San Marco di Pistoia) e custodisce importanti opere che, come in molte altre frazioni delle nostre colline e montagne, dovrebbero essere al centro di un percorso di recupero e valorizzazione, in particolare durante questo 2017 di Pistoia Capitale italiana della Cultura.

La Chiesa di San Michele Arcangelo custodisce infatti il mirabile dipinto su tavola figurante la Madonna col Bambino fra i Santi Stefano, Giovanni Battista, Agostino e Lorenzo, opera quattrocentesca di Neri Di Bicci, la statua in marmo seicentesca di San Michele Arcangelo che sconfigge il demonio, un crocifisso ligneo tre-quattrocentesco e un frammento di pittura su tela (San Michele Arcangelo) da restaurare, oltreché una serie di paramenti ricamati estremamente interessanti.

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Vanni Menici,
Centro Studi Ricerche Espressive
www.csre-pistoia.it

 

[Credits photo: Massimiliano Galardi; CSRE]