Tornano le visite guidate al campanile di piazza del Duomo. L’occasione per osservare la città da un alt(r)o punto di vista

Le visite guidate – La storia e i segreti del campanile di Pistoia, dal primo aprile 2015, tornano protagonisti nelle visite guidate organizzate dall’associazione culturale pistoiese Musiké, che dal 2010 ha in gestione anche il battistero. Dal martedì alla domenica, alle 12 e alle 15:30, sarà possibile percorrere i circa 200 scalini della torre e godere di una vista davvero suggestiva che, in giornate particolarmente limpide, permette di scorgere addirittura Firenze con la cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto. Il costo del biglietto è di sette euro edè comprensivo della guida.

Il lunedì di pasquetta il campanile sarà eccezionalmente aperto per offrire un’occasione in più a pistoiesi e turisti di osservare la città da un punto di vista privilegiato.

Giulia Romagnani, una dei volontari dell’associazione Musiké e guida turistica del campanile, racconta l’importanza di promuovere questa meraviglia architettonica – nota a tutti i pistoiesi, ma forse non così apprezzata – e ce ne racconta i segreti.

Un monumento pubblico a carattere misto – Il campanile di piazza del Duomo che con i suoi 67 metri d’altezza domina l’intera città – insieme alla maestosa cupola della chiesa della Madonna dell’umiltà, progettata dal Brunelleschi – è senza dubbio l’elemento architettonico più riconoscibile dello skyline pistoiese. Visibile dalla pianura e dalla montagna, con il bello e il cattivo tempo, da oltre settecento anni si erge maestoso sulla città, a testimonianza della possibile convivenza fra religione e istituzioni. Il campanile sorge a fianco della cattedrale di San Zeno, come elemento complementare a questa, ma fin dalla sua costruzione ha conservato una vocazione civile, tale da conferirgli il nome di torre civica. Al pian terreno, vi trovava alloggio il camarlingo colui che riscuoteva o aveva in custodia il denaro del comune –, e proprio il comune era proprietario del campanile, concedendo al clero il solo uso delle campane.

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Le origini del campanile – Secondo gli studi più accreditati, la struttura fu edificata ex novo tra il X e il XII secolo, dopo l’ampliamento della cattedrale e in continuità stilistica con la sua attuale facciata. Non mancano però teorie diverse. Era convinzione diffusa che il campanile fosse la prosecuzione di una precedente torre di guardia longobarda, il gardingo, risalente al 998, come testimoniato in un documento dell’epoca. Alcuni studi hanno però dimostrato che la torre longobarda si trovava in una zona più a ovest di piazza del Duomo.

Fin dalla sua costruzione il campanile svolse il duplice ruolo di torre di avvistamento e di allerta per la popolazione. Nel 1250, infatti, fu posta al suo interno una grande campana, detta focaia, che veniva fatta suonare in caso di incendio.

Le cinque sezioni campanarie – La struttura della torre può essere suddivisa in cinque parti, che, attraverso le loro caratteristiche artistiche, indicano i diversi periodi di costruzione e ampliamento del campanile. Il basamento, che sorregge l’intera costruzione e costituisce quasi la metà dell’intera altezza, è in mattoni di pietra scura e l’illuminazione interna è affidata a piccole finestre a feritoia. I due piani superiori sono costituiti da pareti in mattoni con semplici finestre bifore, una per parete, sormontate da lunette bicromatiche in marmo bianco e verde scuro (detto serpentino), aggiunte probabilmente in epoca successiva, a richiamare il tipico stile romanico delle zone pisane e lucchesi, presente nei piani campanari superiori.

I tre ordini successivi mostrano stili e decorazioni più ricercati. Il primo, ancora diverso dai due che lo seguono, è costituito da colonnine in pietra arenaria che sorreggono capitelli ionici da cui si originano archi a tutto sesto nella bicromia bianco-verde scuro. I due ordini superiori presentano, invece, colonnine in marmo bianco a sostegno di capitelli ornati da elementi naturalistici e zoomorfi. Gli archi a tutto sesto sono caratterizzati dalla bicromia marmorea del romanico pisano e da ghiere incastonate in cornici aggettanti (ovvero sporgenti rispetto agli altri elementi architettonici), imitanti i simili archi della facciata e delle pareti della cattedrale attigua.

La cella superiore decorata con elementi merlati, appare oggi completamente intonacata. In passato, invece, era costituita da mattoni a vista, e poi modificata con una decorazione a fasce marmoree alternate in bianco e verde.

Sulla sommità del campanile si erge una cuspide a tronco di piramide, ricoperta di tegole, a sostegno di un tempietto al cui interno è custodita la così detta campana dell’orologio, oggi ferma. I rintocchi della cattedrale sono, infatti, affidati alle altre sei campane presenti all’interno del campanile.

Lo scandire del tempo civico – Storia a parte, è quella dell’orologio del campanile, di proprietà comunale, e citato per la prima volta in un documento del 1374. Regolato dal temperatore – persona addetta alla gestione del congegno interno alla torre, e che abitava all’interno del campanile– l’orologio scandiva le giornate degli abitanti pistoiesi attraverso i rintocchi della campana custodita in cima alla torre. Fu solo nel 1603 che sulla facciata esterna del campanile venne dipinto un grande quadrante suddiviso in 24 ore, come in uso all’epoca. La forma attuale risale alla fine dell’ottocento, quando il quadrante fu realizzato con la tecnica della scagliola che, attraverso l’uso di un particolare gesso, riproduce finti marmi, o intarsi di pietre dure.

Dal 2011 la lancetta dell’orologio è ferma sulle tre e quarantesette, dopo che la persona che si occupava del congegno è andata in pensione, e non è stata sostituita.