Nell’anno di Pistoia Capitale della Cultura la chiesa di San Leone ospiterà la Visitazione di Della Robbia.

È un gioiellino del barocco ancora sconosciuto alla maggior parte dei pistoiesi, nonostante la sua posizione centralissima nel centro cittadino, in quella piazza San Leone da cui prende il nome.
Ma in questo 2017, in occasione di Pistoia Capitale italiana della Cultura, la piccola chiesa sarà una tra le protagoniste indiscusse della manifestazione.
Oltre a essere oggetto di un importante restauro degli interni e dei suoi affreschi, infatti, dal 8 luglio al primo ottobre 2017 ospiterà una straordinaria opera d’arte.
La Visitazione (1445) in terracotta invetriata di Luca Della Robbia. L’opera, tra le più celebri della città, e che raffigura l’abbraccio tra la Madonna ancora bambina ed Elisabetta, tornerà a casa dopo una lunga tournée negli Stati Uniti, che ha visto la sua esposizione al Museum of Fine Arts di Boston e alla National Gallery of Art di Washington.
La mostra è organizzata della Diocesi – tra i soggetti costituenti il comitato promotore di Pistoia Capitale italiana della Cultura 2017 – e la Soprintendenza alle Belle Arti.

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“La Visitazione”, www.settemuse.it

La riscoperta della chiesa di San Leone, da anni chiusa al pubblico, si deve all’intervento del Gruppo Fai Giovani di Pistoia che, con grande dedizione, si è impegnato a renderla nuovamente visitabile.
Tutto è cominciato nell’ottobre 2014, quando i ragazzi volontari del Fondo Ambiente Italiano organizzarono la Fai Marathon in giro per Pistoia. Un percorso guidato nelle vie del centro alla scoperta di sette chiese cittadine meno note, tra queste anche San Leone.
Una prima apertura straordinaria, a cui ne sono seguite altre due, nel febbraio 2015, in occasione della presentazione di un numero della rivista Naturart e durante la manifestazione del Comune di Pistoia “Leggere la città”, nell’aprile dello stesso anno.
Nel 2016 il Fai di Pistoia ha inoltre inserito San Leone nei “Luoghi del cuore” dell’associazione, per raccogliere fondi da destinare al suo restauro.

Un’enorme sorpresa, San Leone, per molti pistoiesi. Perché dall’esterno la chiesa appare come un edificio civile. Quasi schiacciato dall’ombra del palazzo della Provincia e dalla vicina Torre dei Lazzari, conosciuta anche come “torre di Vanni Fucci”.
Una volta varcato l’ingresso, però, c’è da rimanere senza fiato. La ricchezza degli affreschi, fra barocco e neoclassicismo, sono uno scrigno di bellezza nascosta.

Le origini della chiesa risalgono al 1379, quando la congregazione dei sacerdoti secolari dello Spirito Santo istituì un oratorio, nello spazio dove oggi troviamo la navata dell’edificio. Nei secoli la chiesa subì varie modifiche finché, nel settecento, i lavori di ampliamento e decorazione furono affidati a Raffaello Ulivi, architetto pistoiese, che gli donò l’aspetto attuale.
Un’unica navata costituita da tre campate, una volta a botte e il coro (area contenuta fra il presbiterio e l’abside) con una copertura a vela.
Il tutto interamente affrescato e decorato con lo stile della quadrature – pitture che creano l’illusione ottica di altri spazi architettonici, tipiche del Barocco – affidate rispettivamente ai fiorentini Vincenzo Meucci, pittore, e Giuseppe del Moro, quadraturista.

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Nel 1764 viene sancito il passaggio dallo stile opulento del Barocco a quello più raffinato del Neoclassicismo quando al bolognese Mauro Tesi, conosciuto come Maurino, è affidata la decorazione della volta a botte con la rappresentazione pittorica di una copertura a cassettoni a nido d’ape e finti basso rilievi. Una magia artistica che illude chi osserva di trovarsi di fronte a elementi architettonici, e non pittorici.
I due altari ai lati della navata sono decorati con affreschi seicenteschi rappresentanti l’Ascensione, realizzata da Stefano Marucelli, e la Resurrezione, di Giovanni Lanfranchi. La dedica a San Leone arriva nel 1773, in onore di Leone Strozzi, vescovo pistoiese.

Dopo secoli di centralità, la congregazione dei sacerdoti fondatori della chiesa fu trasferita altrove e la chiesa passò nella mani del seminario vescovile, con sede nell’attuale palazzo della Provincia.
Successivamente, però, il seminario si trasferì in via Puccini – dove si trova tutt’oggi – e San Leone passò al Capitolo della Cattedrale segnandone l’inizio del declino. Per anni la chiesa rimase chiusa e abbandonata. Oggi necessita di attenti interventi di restauro agli affreschi e agli intonaci, che hanno subito infiltrazioni.
Il gruppo Fai Giovani si sta muovendo in questa direzione: riportare San Leone, esempio di arte barocca e neoclassica a Pistoia, al suo antico splendore e farla conoscere e apprezzare a cittadini e turisti.

 

[Credits photo: Settemuse]