Abbiamo incontrato alcuni degli autori vincitori del contest di scrittura del Fintocolto Day.
Oltre alle loro risposte, per i più curiosi, vi diamo anche la possibilità di leggere i brani inediti che ognuno di loro ha portato, e letto, in occasione dell’evento del 7 marzo scorso.
Eccoli qua (clicca sul titolo per visualizzare il testo):

Laura Bellussi – La verità su Bocca di Rosa
Laura Simonetta – Caffèmanzia
Silvia Conforti – Un attimo eterno soprattutto per te
Clelia Buccarello – Bach e la metamorfosi

Come hai deciso di partecipare al contest del Fintocolto Day e, venendo a conoscenza di questo evento, che cosa hai pensato della parola “Fintocolto”?
Che cosa è per te “Fintocolto”?

Laura Bellussi – Ho scoperto il Fintocolto Day per puro caso, tra un Google e l’altro sono venuta a conoscenza di questo sito chiamato concorsiletterari.net, una specie di agenda per scrittori in erba, che mi ha rimandato a questa bella iniziativa. Ne è valsa la pena, peccato davvero non aver potuto partecipare di persona all’evento. Ma metterci la firma è stato soddisfacente almeno tanto quanto metterci la faccia.
Che cos’è per me Fintocolto, penso che siamo un po’ tutti dei finti colti, chi è che ormai tenta di studiare sistematicamente l’immensità del sapere? La nostra cultura è random, si studia la paginetta per il giorno dopo, si googla la parola che non si conosce, si impara questa o quell’altra poesia perché rispecchia il nostro stato d’animo del momento.
E possiamo vantarci di conoscere nel dettaglio gli stralci di mondo sempre più ampi che ci è concesso di visitare. Io, con tutti gli altri partecipanti del Fintocolto Day, cerco ogni giorno di descriverli questi meravigliosi assaggi di vita. Cerchiamo di leggerli sotto altri punti di vista. Usiamo belle parole, sembriamo proprio degli eruditi. Pensa te che ogni tanto la gente ci crede pure.

Laura Simonetta – Ho partecipato al Fintocolto Day perché mi sono innamorata della parola “Fintocolto”. Sono indissolubilmente legata ai giochi di parola e l’unica cosa che non sopporto troppo al mondo sono proprio i finticolti! …approfitto e affitto la parola.
Sono venuta a conoscenza del contest grazie a Salvatore, un caro amico sardo che vive a Firenze e lavora per RIOT VAN. Spesso io e lui scriviamo assieme (nell’ultimo numero di RIOT, se lo trovate in giro siete fortunati, c’è un nostro pezzo “Avventura di un selfiesta”). Comunque, quando qualcuno dei due trova un concorso azzeccato, dove azzeccato sta per “figo, ci piace”, lancia la bomba e si fa. Ed eccomi qui.
Per me un fintocolto è un qualsiasi personaggio dell’epoca contemporanea preso a caso, perché ormai si è tutti tuttologi senza sapere granché del tutto, e di tutto. La trovo una parola bella, piena, con un’accezione pungente, ma non offensiva. Goliardica, direi. E ben ideata: chapeau! (dacché l’ho imparata, me la tengo nella manica, come gli assi!)

Silvia Conforti – Guardando il sito dove vengono pubblicati i concorsi letterari, il nome Fintocolto Day, mi ha colpito e subito intrigato. Ho letto il bando e, dato che era l’ultimo giorno utile per partecipare, ho cercato un mio racconto in tema e l’ho spedito.
Nel mondo della letteratura si tende sempre ad esaltare l’erudizione e non a sminuirla – anche se bonariamente – così, Fintocolto mi è parsa una parola simpatica, originale e curiosa, direi fuori dagli schemi.
Il Fintocolto per me è una persona che ama fare sfoggio del suo sapere, anche se la sua cultura è limitata; sbandiera ad ogni costo nozioni, magari appena lette su wikipedia. Al Fintocolto piace fare la sua porca figura, così impara fin da piccolo a destreggiarsi tra notizie superficiali e istruzione autentica.

Clelia Buccarello – Premetto che partecipare al Fintocolto Day si è rivelata personalmente una gran bella esperienza. Mi era stato comunicato, pochi giorni prima dell’evento, di essere arrivata “finalista” al concorso letterario indetto dall’associazione “F per Fintocolto” e che il mio racconto sarebbe stato letto pubblicamente durante la manifestazione, tuttavia, essendo di Roma, mi risultava un po’ complicato partecipare di persona. Sono stata molto indecisa.
Ciò che mi ha infine convinta è stata l’idea di poter prendere parte a un’iniziativa culturale in cui sarebbero intervenuti personalità culturalmente affascinanti come Mogol o Niccolò Ammaniti. Tra l’altro ho avuto la fortuna di poter conoscere quest’ultimo. Una fortuna che mi ha ripagato emotivamente di qualsiasi spesa sostenuta per il viaggio.
Con il termine “fintocolto” penso allo stereotipo dell’italiano medio del nostro decennio, caratterizzato da una spavalderia e da un arrogante senso di superiorità, che spesso sono frutto paradossalmente proprio dell’illusione che abbiamo di saper comprendere la “cultura” solo perché ci risulta facilmente accessibile.
L’idea di potersi mettere in discussione, di poterci esprimere e di poterci ascoltare è un atto di grande umiltà, che forse un po’ è sinonimo di cultura…

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Come è nata per te la passione per la scrittura?
E, nello specifico, come è nato il testo che hai portato al Fintocolto Day e che è stato letto durante l’evento?

Laura Bellussi – La mia passione per la scrittura è nata con me, è un bisogno che sento. Scarico tutti i mostri e tutta la bellezza che vedo, prima che trovino un tubo di scappamento alternativo, meno controllato e con il rischio di incepparsi. Il testo che è stato letto nel corso dell’evento è nato invece come una forma di protesta contro De Andrè, perdonatemi l’eresia. Solo un uomo parecchio maschilista e ignaro delle cose del mondo può pensare che una donna si prostituisca per il puro piacere di farlo.
Una donna vive di sentimenti e non solo di corpo e i paesani che si struggono per lei, non darebbero una lira per sposarla. Nessuno la ama veramente. Bocca di Rosa soffre, e se non soffre più, è perché una sofferenza indicibile già l’ha marchiata nel passato. Finendo per riconoscersi nella reputazione che qualcun altro le ha affibbiato. Almeno, io l’ho vista così.

Laura Simonetta – La passione per la scrittura è nata per caso. Ho iniziato a scrivere narrativa per colpa/merito del mio moroso che, leggendo bigliettini di compleanno di amici e parenti, mi ha detto: “Tu devi scrivere!” E io, “passami la birra va!” Lui mi ha passato la birra, e ce la siamo pure bevuta, ma poi mi ha iscritta a un corso, e io ho partecipato. Ecco come ho iniziato. Scrivo da tre anni, e mi diverto un sacco. Sono fanatica dei corti. Potrei proporre una partnership per una raccolta: “Fintocorto” … ora lo scrivo a Walter!
Il testo Caffèmanzia è nato come tutti gli altri miei pezzi: foglio bianco di word, birra sulla scrivania, musica nelle orecchie e dita che tamburellano tasti “alla cazzo”. Poi silenzio: revisione. Dimenticanza del pezzo. Resurrezione. Riletta e rielaborazione finale. L’ispirazione, invece, è venuta dal passato.

Silvia Conforti – Sono una persona timida, non amo molto parlare e mi emoziono facilmente perdendo spesso il filo del discorso. La scrittura è il mio modo di esprimermi in libertà, nella tranquillità dei miei spazi, ragionando senza ansie. Amo leggere e quindi, a un certo punto, mi è venuto naturale iniziare a scrivere.
Il racconto letto al Fintocolto day, dal titolo “Un attimo eterno (soprattutto per te)” l’ho scritto dopo l’ennesima notizia di femminicidio ascoltata in TV. All’inizio, dà l’idea di un testo pieno d’amore, ma il finale è amaro e molto veritiero.

Clelia Buccarello – Scrivo da quando ho iniziato l’università. Dopo gli studi di maturità classica (un po’ forse per reazione alla filosofia, intesa come retorica) ho intrapreso gli studi scientifici. Parallelamente però ho sentito l’esigenza di riavvicinarmi al bello della letteratura… In qualche modo ho iniziato a scrivere racconti per ricercare una forma di piacere che temevo fosse andato perso, credo. Mi piace molto sperimentare diversi generi e mettermi alla prova.
Il racconto con cui ho partecipato al Fintocolto Day è nato pochi mesi fa nel tentativo di narrare come l’ispirazione sia in grado di creare una forma di felicità e di come questa sia grado in qualche modo di plasmare la propria etica a somiglianza del piacere. Se queste non trovano una simbiosi, non vuol dire che si debbano disconoscere. L’amore come l’arte, a quanto pare non ha leggi universali.

Non perderti i brani inediti dell’autori intervistati (clicca sul titolo per visualizzare il testo):

Laura Bellussi – La verità su Bocca di Rosa
Laura Simonetta – Caffèmanzia
Silvia Conforti – Un attimo eterno soprattutto per te
Clelia Buccarello – Bach e la metamorfosi