Trenta edizioni, trecento volontari e tutto il paese coinvolto. Una storia lunga 40 anni che attraversa le generazioni.

Non sarà blasonato come quello di Viareggio ma la prima volta del carnevale a Valenzatico, quando in paese si organizzò una sfilata di carri agricoli addobbati per l’occasione, risale al 1987.
Lo “spirito carnevalesco”, però, affondava le sue radici più indietro nel tempo, nella storia e nelle mura del circolo ARCI locale.
“Già intorno alla metà degli anni ’70, – ci racconta Fernando Bianchi, presidente dell’associazione Arci “Carnevale Valenzatico” – il circolo si appassionò al tema del carnevale, grazie a un lavoro di ricerca sulle maschere che partì dai temi scritti dai bambini della vicina scuola elementare. Pochi anni dopo, poi, si decise anche di decorare le mura del circolo con un disegno di Arlecchino”.

Oggi, passati quarant’anni e qualche imbiancatura, l’Arlecchino non è più visibile (anche se il circolo ne conserva gelosamente alcune foto), ma nel frattempo il carnevale è diventato un appuntamento irrinunciabile per tutta Valenzatico e dintorni,
Per dare l’idea di quanto le sfilate siano un’autentica festa popolare, basta pensare che all’intera organizzazione, dall’ideazione e costruzione dei carri fino alla vendita dei biglietti della lotteria, partecipano oltre 300 volontari.
Un intero paese, per tutto l’anno, che conserva i giornali che serviranno per fare la cartapesta, recupera e ricicla ogni materiale utile per i carri, contribuisce come può alla riuscita dell’evento.

“La partecipazione diffusa e spontanea del paese è il valore più grande del carnevale. – prosegue Fernando – E’ un fatto eccezionale, soprattutto in questi anni in cui è sempre più difficile coinvolgere le persone in momenti di impegno volontario e collettivo.
Così, in questi quarant’anni, il carnevale è diventato anche un’occasione di incontro fra generazioni: i bambini che venivano alle prime edizioni oggi sono i babbi e le mamme che dedicano il loro tempo libero a costruire i carri e che a loro volta portano i bambini a scoprire come nasce il carnevale, come si usa la cartapesta… è una tradizione popolare che vive di continuo ricambio”.

Per un certo periodo, nelle scorse edizioni, ognuno dei carri in concorso era diventato rappresentativo di un “rione” del paese, che lo costruiva in proprio. Alla fine, però, si è preferito tornare alla condivisione degli spazi in unico cantiere, proprio per non accentuare la competizione fra diverse parti della frazione e piuttosto preservare il coinvolgimento, la collaborazione, di tutti i compaesani.

Dietro le quinte: la tecnica dei carri

12106966_585963754884233_5362811050838219265_nNel tempo, il carnevale è evoluto anche dal punto di vista della qualità dei carri e, dalla seconda metà degli anni ’90, la collaborazione con il Carnevale di Viareggio e, in particolare, con Federica Lucchesi, esperta carrista e più volte vincitrice del concorso viareggino, ha rappresentato una vera e propria svolta.

“Il salto di qualità tecnico più importante è avvenuto nel 2010, sempre grazie ai corsi tenuti da Federica. Prima – ci raccontano alcuni dei carristi, mentre lavorano alle loro nuove opere – il procedimento era molto più complesso e, per esempio, tutte le strutture dei personaggi dovevano essere saldate.
Adesso utilizziamo una tecnica più semplice, che permette a tutti di dare una mano nella costruzione dei personaggi e che ha anche “alleggerito” i carri. Per esempio anche le figure più grandi non pesano mai più di 40 o 50 chili”.

Ma come nasce, oggi, un carro del carnevale?

“Al soggetto del carro, all’idea, si comincia a lavorare già diversi mesi prima, per preparare un bozzetto di come dovrà essere. Poi dai disegni si ricavano le proporzioni di ogni personaggio, con la massima precisione possibile, che ci serviranno per riprodurre “in grande” l’idea. E, già all’inizio di dicembre, si inizia la costruzione vera e propria.
Si parte dalle intelaiature in ferro e, su queste, si stendono con la colla a base di acqua e farina più strati di cartapesta (prima increspata, poi liscia). Infine, dopo aver atteso il tempo necessario a far asciugare e solidificare la carta, si realizza la verniciatura vera e propria”.

I carri in concorso della trentesima edizione

Anche in questa edizione 2016, ad aprire le sfilate sarà il carro con “Coriandolo”, il pupazzetto pagliaccio che ha accompagnato il Carnevale fin dalle sue origini. Prima come semplice disegno, poi come trofeo di legno realizzato da alcuni artigiani del posto e, infine, dal 2010 come vero e proprio personaggio di cartapesta.

In concorso, invece, sfileranno tre carri:

  • Inside Out, su cui saliranno tutti e cinque i protagonisti del film d’animazione Pixar: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto. I piccoli pupazzetti della serie si trasformeranno in grandi personaggi di cartapesta e, ognuno, riprodurrà i movimenti che lo caratterizzano nel film;
  • Masha e Orso, anche in questo caso ispirato al mondo dei cartoni animati, che vedrà tutti i personaggi protagonisti di un’unica coreografia: il grande Orso di cartapesta terrà sul dorso della zampa una Masha “danzante”, mentre sullo sfondo i bambini potranno riconoscere anche Pinguino in altalena;
  • Benvenuti in India, con cui gli autori del carro cercheranno di rendere il carnevale un’occasione per conoscere la varietà delle culture e delle usanze del mondo. In un turbinio di colori, decorazioni e spezie, ci ritroveremo in Oriente fra mucche sacre, elefanti e fachiri incantatori di serpenti.